Arriva oggi la decisione del Tribunale fallimentare di Arezzo in merito al caso di Banca Etruria, che è stata ufficialmente dichiarata insolvente, come si legge nella sentenza di 15 pagine. Respinta anche la richiesta della difesa rappresentata dai legali dell’ex presidente Lorenzo Resi, i quali avevano sollevato la questione dell’incostituzionalità del bail in.

Secondo gli avvocati lo stato di insolvenza non dovrebbe sussistere in quanto le perdite in questo momento sarebbero solo cifre stimate e non effettive, mentre nei 9 mesi del commissariamento sarebbe stato possibile un aumento del capitale, invece di arrivare all’attuazione del contestatissimo decreto Salva Banche del 22 novembre. Il governo Renzi aveva così attribuito le perdite agli azionisti e obbligazionisti subordinati, secondo la normativa europea a riguardo.

La decisione del Tribunale fallimentare di Arezzo probabilmente verrà portata in appello presso la corte di Firenze. Nel frattempo si inasprisce lo scenario giudiziario per i membri del consiglio di amministrazione, in quanto lo stato di insolvenza farebbe da apripista per l’avvio di un’inchiesta per bancarotta fraudolenta.

A rischio c’è anche la posizione di Pier Luigi Boschi, ex vicepresidente e padre del ministro delle Riforme Mario Elena. In questo senso tutte le spese che sono state approvate dal consiglio di amministrazione di Banca Etruria (consulenze, premi aziendali, liquidazioni, e altre) potrebbero essere considerate come malversazioni punibili dalla legge.

Tra le ipotesi di reato ci sono infatti ostacolo alla vigilanza, truffa (per quanto riguarda l’induzione all’acquisto di obbligazioni subordinate), emissione di fatture false e mancata comunicazione di conflitto di interessi.

Durante il Consiglio dei Ministri di ieri al termine del quale è stato approvato il decreto di legge sulla riforma delle banche di credito cooperativo, non c’è stata però alcuna misura riguardante i risarcimenti previsti per gli obbligazionisti di Banca Etruria, che saranno invece inclusi nella legge di stabilità e il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.