La Banca Popolare di Bari, pilastro dell’economia barese per famiglie ed imprese con 70 mila azionisti e 3.500 dipendenti è finita sotto la lente d’ingrandimento della Procura e il suo futuro è sempre meno roseo.

Secondo la Procura che si sta occupando di una nuova inchiesta sull’istituto barese è da diversi anni che la banca porta avanti una gestione poco virtuosa, con bilanci in rosso e prestiti poco chiaro, il tutto reso ancora più pesante dalla recente acquisizione di Tercas, la vecchia Cassa di Teramo.

I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno inoltre inserito nel registro degli indagati anche alcuni vertici: il presidente Marco Jacobini e i due figli, l’ex dirigente Vincenzo De Bustis (2011-2015), il responsabile della linea contabilità e bilancio Elia Circelli e il dirigente dell’ufficio rischi Antonio Zullo.

Indagati per associazione a delinquere, truffa, ostacolo all’attività della Banca d’Italia e false dichiarazioni nel prospetto informativo depositato alla Consob, ad eccezione di Vincenzo De Bustis che è invece accusato di maltrattamenti. Il presidente Jacobini e figli sono accusati anche di estorsione e maltrattamenti. Irregolarità che si sono verificate fra il 2013 e il 2016 e segnalate da un funzionario incaricato dalla banca che, dopo averle segnalate ai vertici di Banca Popolare di Bari, sarebbe stato mobbizzato e poi licenziato. Il funzionario ha allora deciso di svelare tutto alla Procura.