Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha annunciato ieri che il governo ha intenzione di garantire liquidità alle banche che si trovino in condizioni di forte stress attraverso l’introduzione di un fondo che permetta manovre da un massimo di 20 miliardi di euro.

Al momento si tratta solo di una precauzione teorica, ma nel caso di effettiva applicazione vi sarebbero conseguenze importanti sul debito pubblico.

Proprio per questo motivo Padoan è intervenuto in chiusura del Consiglio dei Ministri affermando che “il governo chiede al Parlamento l’autorizzazione ad adottare provvedimenti con effetti finanziari fino a un massimo di 20 miliardi di euro che conseguentemente possano comportare un incremento, rispetto agli obiettivi fissati nella legge di bilancio, del fabbisogno finanziario e del saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, da reperire attraverso emissione di titoli del debito pubblico.”

Due gli scopi possibili degli interventi previsti per salvare le banche in crisi: “garantire un adeguato livello di liquidità per ripristinare la capacità di finanziamento a medio e lungo termine e rafforzare il patrimonio di alcune banche mediante interventi per la ricapitalizzazione”. Padoan ha poi spiegato che questi interventi dovranno avvenire nel pieno rispetto delle normative UE.

La prima a beneficiarne potrebbe essere Monte dei Paschi di Siena: impegnata in un’operazione di mercato per la ricapitalizzazione richiesta dalla Bce, nel caso il salvataggio privato dovesse fallire interverrebbe direttamente il governo entro il 31 dicembre, limite fissato da Francoforte per l’aumento di capitale.

Tra le altre beneficiarie dell’intervento salva banche potrebbero esserci anche Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Banca Carige.