È un Matteo Renzi piuttosto ottimista in merito al tema del salvataggio delle banche, sopratutto dopo lo svolgimento dell’Ecofin – la riunione dei ministri dell’Economia e Finanza dell’Unione Europea.

Un accordo che possa definirsi compatibile con le regole fissate dall’UE (che ultimamente sono state ricordate con toni anche tesi da Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo) sembra essere sempre più vicino, ha ribadito il premier in un’intervista concessa al Corriere.

A mio giudizio il problema delle banche in Ue non sono le banche italiane. Io sono molto più preoccupato dei derivati delle banche di altri paesi che non dei debiti incagliati delle nostre banche”: Renzi ha provato in questo modo ad allargare il discorso, ribadendo come la situazione italiana non sia che una delle tante presenti tra i 27 membri europei.

E in particolare il Presidente del Consiglio ha difeso l’istituto bancario italiano mettendo sul tavolo una prospettiva sistemica invece che circostanziata: “Il problema non è la banca italiana. È un tema da affrontare, risolvere e ci sono tutte le condizioni, ma il problema del credito in Ue è un problema che riguarda l’approccio da seguire”.

Tra le possibili soluzioni, come aveva ricordato qualche giorno fa anche il Ministro Padoan, c’è quello delle fusioni, tra gli strumenti migliori per tenere al sicuro i correntisti, rimasti scottati dal caso Monte dei Paschi di Siena e Banca Etruria: “Le banche devono fondersi, in particolare le banche popolari. Noi vogliamo che i correntisti siano al sicuro”.

Nel frattempo Mps deve affrontare gli stress test dell’Autorità bancaria europea, che ha già strutturato un piano d’intervento che prevede una ricapitalizzazione pubblica attraverso bond convertibili. I crediti deteriorati – circa 24 miliardi – verranno passati a una bad bank la quale verrà risanata grazie alla Cassa depositi e prestiti.