Nella disputa tra Angela Merkel e Matteo Renzi in quel di Bruxelles sembra aver trionfato il secondo: l’Unione Europea ha infatti dato il proprio ok allo scudo – rete di sicurezza da 150 miliardi per tutte quelle banche ritenute sane, di cui usufruire in casi di estrema emergenza come la giornata del Brexit (Piazza Affari aveva fatto registrare un inquietante record negativo da -12,5%).

L’Italia potrà dunque emettere garanzie pubbliche per provvedere a rifornire di liquidità gli istituti bancari che dovessero trovarsene a secco nei prossimi mesi. Jean-Claude Juncker aveva già annunciato il proprio sostegno nella giornata di martedì, nonostante la decisione fosse già stata presa domenica: “Ne abbiamo discusso con Renzi: la Commissione europea farà di tutto per evitare una corsa agli sportelli”.

Esaudita quindi la richiesta di sostegno alla liquidità che aveva avanzato il Ministero dell’Economia, nonostante la Commissione abbia spiegato che al momento non ci siano situazioni che destino la necessità di utilizzare lo scudo, che avrà validità di sei mesi.

Un portavoce del Presidente della Commissione Europea ha poi ricordato che una misura del genere rappresenta un’eccezione alle regole in vigore sugli aiuti di Stato, e che in ogni caso l’iniezione di liquidità è applicabile solo alle banche solvibili.

Si tratta di una precauzione di cui, oltre l’Italia, stanno usufruendo anche Paesi in crisi come Cipro, Portogallo, Polonia e Grecia. Il nostro Paese sta parallelamente cercando di negoziare anche operazioni di ricapitalizzazione delle banche maggiormente in difficoltà, che però al momento sono considerati aiuti di Stato se non in casi davvero eccezionali.