Risolta finalmente la questione della banda ultralarga dopo più di 4 mesi di tentennamenti seguiti all’approvazione. Ora il governo scende in campo decidendo di mettere sul piatto i soldi del piano varato da 12 miliardi (di cui 5 da privati) per il cablaggio, entro il 2020, dell’intero territorio nazionale. Al termine della riunione di vertice, in serata il Cipe ha sbloccato 2,2 miliardi di euro che verranno subito destinati ai cantieri aperti in quasi 7 mila comuni. Diretto e deciso l’intervento di Matteo Renzi: “Nella banda larga adesso ingraniamo la sesta marcia, realizziamo l’infrastruttura più importante dei prossimi 20 anni e saremo leader in Europa nel giro di un triennio: oggi siamo l’ultima ruota del carro“.

Secondo quanto riferito dal premier, la strategia di governo privilegerà in una prima fase la copertura nei territori italiani attualmente meno serviti dalla rete e comunque potenzialmente meno appetiti dagli operatori privati, cercando così di rendere fruibili quelle zone rimaste scoperte come i comuni montani e rurali: “Il privato, dove l’operazione sta in piedi da sola e si tiene, non ha problemi a intervenire ma dove non rende e ha più difficoltà a investire interveniamo noi. Partiamo dalle zone nere, a fallimento di mercato“.

Per quanto riguarda le fonti di erogazione, ha precisato Renzi, dei 7 miliardi di provenienza pubblica, 4,9 provengono da iniziative del governo e 2,1 dai fondi strutturali regionali. L’esecutivo aveva approvato già nel marzo scorso il piano denominato “Strategia italiana per la banda ultralarga e per la crescita digitale 2014-2020”. Dopo aver ricevuto l’ok dal ministero dell’Economia sembrava non ci fossero più intoppi ma per ben tre volte (l’ultima delle quali il 26 giugno scorso) il Consiglio dei ministri aveva sospeso il decreto già pronto. Esistevano alcune perplessità da Bruxelles sul fatto che il piano potesse costituire un aiuto di Stato con tanto di presunta contrarierà da parte del Quirinale in merito a un decreto privo dei requisiti di necessità di urgenza. Ostacoli che alla luce delle determine di vertice, come dichiarato da Antonello Giacomelli, sottosegretario alle Comunicazioni: “Già entro l’autunno si potranno aprire le prime gare Infratel“, sembrano superati, pecificando anche che “se i privati faranno la loro parte, come sembra di capire dall’esito della consultazione alla quale hanno partecipato 30 operatori, gli obiettivi della banda ultra-larga per tutti i cittadini entro il 2020 sono possibili“.

Nel piano a Enel verrà affidato un ruolo di primaria importanza, avrà il compito infatti di portare la fibra ottica in 33 milioni di contatori. Un passaggio tecnico cruciale per permettere all’85% degli italiani, entro cinque anni, di poter navigare sulla rete alla velocità di 100 Mbps. Ci sarà però per tutti, secondo tale piano di governo, un  ”minimo garantito” potendo viaggiare alla velocità di 30 Mbps.