Ennesima giornata di sangue, sempre in Bangladesh. Succede a Kishoregani, ad oltre 100 km a nordest della capitale Dacca, dove un’esplosione si è verificata davanti ad un edificio religioso nel quale si trovavano numerosi fedeli – circa 200 mila – in preghiera in occasione della fine del Ramadan. Il bilancio delle vittime è di almeno 10 persone ferite e 1 poliziotto morto: a riferirlo è la polizia locale. Le notizie sono ancora frammentarie – secondo alcune fonti ci sarebbero stati persino degli scontri a fuoco – e poche sono le indiscrezioni che trapelano dai media indiani: ad agire potrebbe essere stato un gruppo di fondamentalisti islamici. Il Ramadan, che quest’anno si è tenuto dal 6 giugno al 6 luglio, è il mese nel quale i fedeli musulmani praticano il digiuno.

E’ il secondo attentato in Bangladesh

Il Bangladesh ancora una volta sotto attacco. Di recente, infatti, un commando di 8-9 persone, composto da terroristi giovani ed istruiti, ha fatto irruzione in un ristorante del quartiere diplomatico di Dacca seminando il panico, prendendo in ostaggio alcuni clienti e uccidendone altri. Ad essere salvati solo coloro che conoscevano i versi del Corano, tutti gli altri – in maggioranza giapponesi, italiani e americani – sono stati barbaramente uccisi. Faraaz, invece, ha scelto di non lasciare sole le sue due amiche – occidentali – ed è morto con loro, pur potendosi salvare dall’orrore.

L’autopsia sul corpo delle nove vittime italiane ha consentito di far luce sulla notte degli orrori: le vittime sarebbero state mutilate e torturate. Una morte lenta. I terroristi avrebbe utilizzato persino il machete per uccidere i clienti del ristorante chiusi nella “trappola della morte”. Intanto le salme sono già state riconsegnate alle famiglie affinché ne possano dare degna sepoltura: sabato è previsto il funerale della vittima siciliana, Adele Puglisi, presso la Cattedrale di Catania.