Una donna residente nella provincia di Bari, in Puglia, è morta dopo essersi sottoposta ad un intervento di fecondazione assistita presso la struttura ospedaliera di Florenzo Jaja di Conversano. La donna, Arianna Acrivoulis, di trentotto anni, è deceduta mercoledì scorso e a denunciare quanto accaduto è stato suo padre.

I carabinieri hanno proceduto all’immediato sequestro della cartella clinica della donna. Da quanto si apprende dalle prime informazioni che sono giunte, Arianna Acrivoulis sarebbe morta all’interno della sala operatoria ubicata nel reparto di fecondazione medica assistita, dopo aver subito l’agoaspirazione ovarica.

Attualmente, per la morte della donna della provincia di Bari, sono finiti nel registro degli indagati due medici: l’accusa è di cooperazione in omicidio colposo. Gli inquirenti stanno aspettando anche gli esiti dell’autopsia ma sarà il pubblico ministero del Tribunale di Bari, Luciana Silvestris, ad affidare l’incarico per effettuarla. Anche la struttura ospedaliera sta eseguendo indagini interne: il manager della Asl, Vito Montanaro, ha già dato il via ad una commissione interna composta dal medico legale dell’azienda, dal direttore del Dipartimento di cardiologia e da un anestesista esterno esperto di pratiche di procreazione mediacalmente assistita che in passato ha operato presso il De Bellis.

Grande lo sgomento della famiglia della donna, com’è giusta e immaginabile che sia. Nessuno si aspettava che da un intervento del genere potesse scaturire una conseguenza tanto dolorosa e irreversibile.