Notizia preoccupante in arrivo da Bari. Durante un blitz, la Forestale ha rinvenuto nel grano arrivato al porto cittadino dall’estero alcune tracce di micotossine. Gli agenti, dopo aver controllato i documenti dei mezzi che hanno trasportato il grano nel nostro paese, hanno rilevato una sostanza chimica dannosa.

Il commissario capo della Forestale pugliese Giuliano Palomba, in seguito ai controlli fatti nel porto di Bari, ha dichiarato che su uno dei carichi di grano è stata trovata: “Un’indicazione di micotossina, un’aflatossina dannosa per la salute”.

La traccia di micotossina è stata rilevata all’interno della nave panamense Ecopride, proveniente da Cristobal. I controlli sono stati quindi estesi a sette camion pieni di grano e hanno riguardato anche altre navi provenienti da Canada e Regno Unito, oltre che da Panama.

In contemporanea con i controlli, centinaia di agricoltori della Coldiretti si sono trovati al varco del porto di Bari, un’iniziativa volta a “salvare il grano pugliese ed italiano dagli scarichi quotidiani di ingenti quantitativi di prodotto straniero”.

La Coldiretti riporta come negli ultimi mesi si sia registrata una riduzione del 25% del prezzo del grano di Bari e di tutta la Puglia: “L’Italia nel 2015 ha importato circa 4,8 milioni di tonnellate di frumento tenero, che coprono circa la metà del fabbisogno essenzialmente per la produzione di pane e biscotti, mentre sono 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che arrivano dall’estero, le quali rappresentano circa il 40% del fabbisogno per la pasta. Va segnalato che nel 2015 sono più che quadruplicati gli arrivi di grano dall’Ucraina, per un totale di oltre 600 milioni di chili, e praticamente raddoppiati quelli dalla Turchia, per un totale di circa 50 milioni di chili”.

Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia, ha quindi aggiunto: “Bisogna dare certezze sulla qualità del grano straniero. Se il grano è contaminato da micotossine, risultano contaminati anche pane e pasta perché sono resistenti alle alte temperature. Non meno preoccupante la contaminazione da deossinivalenolo”.

Il direttore di Coldiretti Puglia Angelo Corsetti ha invece dichiarato: “Vanno affrontate una volta per tutte le storture che condizionano l’andamento del settore, a iniziare dall’assoluta mancanza di norme che regolano il mercato mondiale”.

All’iniziativa al porto di Bari di Coldiretti ha risposto Aidepi, l’Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane: “Insinuare che la pasta fatta con grano non del tutto italiano non è sicura, buona, o pulita non solo è irresponsabile, ma è anche controproducente. Di fronte all’ennesima manifestazione di Coldiretti, che anche oggi insinua dubbi sulla qualità e sulla tracciabilità del grano estero in arrivo al porto di Bari, ricordiamo che la produzione italiana di grano duro non è sufficiente a soddisfare le richieste dei produttori italiani di pasta”.