Rimane solo da capire se sia più grave quanto successo e portato avanti, editorialmente parlando, dal giornale di gossip in questione o se il suo direttore non ne fosse a conoscenza. Una bella sfida, comunque: il settimanale “Visto” è uscito in edicola con un allegato, uno dei tanti che si trovano costantemente assieme ai quotidiani, settimanali e periodici in senso lato. Fin qui, nulla di strano. Il problema nasce quando l’inserto è un libretto con le migliori barzellette gay: e qui scoppia il finimondo sui Social Network.

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Roberto Alessi, il direttore del settimanale in questione, dal suo profilo Facebook chiede umilmente scusa. Bel gesto, ci mancherebbe, ma il problema è un altro: “Non ne so niente: non è un’iniziativa redazionale, probabilmente è un’iniziativa che attiene alle politiche distributive di cui non mi occupo”, ha scritto Alessi. Boom. C’è qualcosa che non torna: può un direttore non essere a conoscenza di tutte le iniziative, editoriali e non, di un suo prodotto? La risposta è ovvia, no. O perlomeno, dovrebbe esserne a conoscenza: “Se qualcosa allegato a Visto ha offeso chiedo scusa in prima persona – ha proseguito Alessi – per quanto riguarda la posizione di Visto sul rispetto e la considerazione del mondo omosessuale basta leggere i nostri servizi… Ripeto: mi scuso e sono veramente dispiaciuto. ROBERTO”.

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Post by Roberto Alessi

I commenti non si sono fatti attendere e hanno tutti un medesimo file rouge: direttore, Visto ha fatto una gaffe clamorosa. Una petizione su Change.org chiede addirittura la rimozione del volume e le scuse. Federico Silvestri, ad e direttore generale di Prs, non ci sta: “Difendo e rivendico la scelta di allegare a Visto opere di barzellette su varie tematiche, tra le quali anche i gay, che non sono più un argomento tabù. A discriminare, piuttosto, è chi pensa il contrario”. Le barzellette riportate, però, sono decisamente di poco, pochissimo gusto: spesso capitano dei prodotti editoriali, a metà tra il sorriso facile, la satira e l’iniziativa di marketing, di buona fattura. Ma questa volta no, mi spiace: rimane da chiedersi chi ha ha avuto quest’idea geniale. Aspettiamo fiduciosi.

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