Call center che chiamano di mattina, all’ora di pranzo, nel pomeriggio e persino la sera tardi. Un’ossessione per milioni di italiani che non ne possono più di essere tormentati da telefonate moleste, a tutte le ore, in cui si offrono i servizi più disparati: dalle promozioni delle compagnie telefoniche ai piccoli finanziamenti passando per le assicurazioni private e per gli abbonamenti della pay tv. Insomma una pratica assai comune in Italia che non si riesce a bloccare. Qualcuno, in passato, ci aveva già tentato. A sollevare il caso, adesso, è stata Cinzia Bonfrisco, una senatrice veneta, presidente del gruppo dei Conservatori e riformisti di Raffaele Fitto che ha presentato, con altri politici dello stesso gruppo, il disegno di legge numero 2452.

Call center, il disegno di legge

Cosa prevede il disegno di legge della senatrice veneta Bonfrisco? Semplicemente uno stop alle telefonate moleste. Quindi un registro in cui gli utenti – che non vogliono essere più disturbati – possano iscriversi gratuitamente. Una volta per tutte. “Questa proposta di legge nasce per difendere i cittadini e la loro libertà di farsi contattare sui numeri di telefoni mobili, oppure no, da operatori che propongono per conto di società di gestione servizi di telefonia, energia e gas, la vendita di un determinato prodotto, il cambio di operatore, o la stipula di un nuovo contratto di servizio” ha dichiarato la senatrice Bonfrisco. La grande rivoluzione consisterà nello stop alle telefonate moleste non solo in casa ma anche sui cellulari degli italiani, oggi più utilizzati delle linee telefoniche di casa.

La senatrice, nello specifico, propone una soluzione veloce, indolore e chiarissima: quella di un registro pubblico delle opposizioni in modo da far sparire il proprio numero di cellulare o di casa dagli elenchi a disposizione dei call center che bombardano – con le loro telefonate moleste – milioni di italiani, ogni giorno. Un sistema di telemarketing definito “selvaggio” che arriverebbe a “compromettere seriamente la tranquillità individuale” ha messo nero su bianco il Garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro che ha parlato di almeno “3.000 segnalazioni di telefonate promozionali ritenute illecite” soltanto nel primo trimestre di quest’anno.