“Non temo di essere estradato in Italia perché mi sento protetto dall’asilo”, queste le parole di Cesare Battisti, l’ex terrorista di 62 anni, condannato per quattro omicidi commessi in Italia negli anni di Piombo. L’uomo, poi fuggito in Messico, Francia e Brasile, potrebbe essere portato in Italia dove sconterà la sua pena. Ad annunciarlo è il Ministro Angelino Alfano che sta lavorando a stretto contatto con le autorità brasiliane.

A rendere il processo di estradizione più complesso potrebbe essere la concessione del visto permanente in Brasile da parte dell’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva. Intanto il giudice federale brasiliano ha confermato la custodia cautelare in carcere dopo che Cesare Battisti mercoledì scorso ha tentato di fuggire in Bolivia.

Dura la condanna da parte del Ministro della Giustizia Andrea Orlando: “L’estradizione è possibile, l’Italia la chiede da tempo e la richiesta rimane ferma. Ci sono tutti i presupposti sulla base del diritto interazione perché questa sia realizzata [...] Noi abbiamo fatto tutti i passi presso le autorità giurisdizionali brasiliane e tutte le autorità politiche, alla luce di questo nuovo fatto ne faremo altri. L’Italia è fortemente determinata a far sì che Battisti sconti la sua pena nel nostro Paese anche per restituire in parte ciò che è stato tolto alla nostra comunità e ciò che è stato inflitto alle vittime del terrorismo”.