La Banca centrale europea ha lasciato pressoché invariati i tassi di interesse. Il tasso principale resta così a zero mentre quello sui depositi resta al -0,4 per cento (negativo dunque). La Bce ha deciso di lasciare invariato anche il tasso marginale (al + 0,25 per cento) e ha fatto sapere che tali tassi resteranno invariati per un periodo di tempo piuttosto lungo.

Nessuna variazione neppure sul fronte del Quantitative Easing, dato che la Bce prevede ancora un livello di acquisti mensile che si aggira sempre attorno ai sessanta miliardi di euro. Livello che dovrebbe restare tale fino a dicembre 2017 ma la cui data di validità potrebbe essere anche prolungata, qualora necessario.

Come di consueto, dopo le comunicazioni della Banca centrale europea, è arrivata la conferenza stampa del Presidente, Mario Draghi. Dopo aver ricordato quanto le decisioni e il ruolo della Bce siano state fondamentali per attraversa e superare la crisi economica nel migliore dei modi possibili, Draghi ha confermato un rafforzamento della ripresa in molti settori ma ha ricordato anche che sul fronte inflazione mancano ancora segnali forti (il dato sarebbe ben lontano da quel + 2 per cento che si dovrebbe raggiungere). Se stabilità si è ottenuta, bene o male, questa ancora non avrebbe avuto conseguenza sulla stabilità dei prezzi: ragione per cui la Bce è pronta a restare ancora a lungo sul mercato.