L’uscita della Gran Bretagna preoccupa seriamente la Bce, secondo la quale la cosiddetta Brexit rappresenta un serio ostacolo per la crescita dell’intera Eurozona.

È uno degli aspetti sottolineato dalla Banca Centrale Europea nel suo bollettino, che altrimenti descrive una situazione cautamente ottimista.

Nei documenti pubblicati, infatti, si parla di un proseguimento della ripresa economica nell’area dell’euro, con un Pil in crescita significativa nel primo trimestre dell’anno e una domanda interna a sostenerla, mentre il tallone d’Achille rimarrebbero le esportazioni.

Anche le previsioni per il secondo trimestre sembrano arridere alla possibilità di una crescita, per quanto il ritmo sarà quasi sicuramente più blando: insomma, una ripresa moderata ma costante, con miglioramenti della redditività delle imprese che promuovono gli investimenti.

Le stime dei tassi di crescita per il 2016 si attestano all’1,6% per l’anno in corso, mentre per il 2017 si sale all’1,7%, confermato anche per il 2018: quasi le stesse cifre anche per quanto riguarda il Pil in termini reali (1,4% per il 2016, 1,6% per il 2017  e 1,8% per il 2018).

Sullo scenario però aleggia lo spettro della Brexit: secondo la Bce “i rischi al ribasso sono ancora connessi all’andamento dell’economia mondiale, all’imminente referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea e ad altri rischi geopolitici”.

Nel testo diffuso dall’Eurotower vengono citate anche le nuove misure in fase di attuazione, quali d esempio “il programma di acquisto di attività del settore societario (corporate sector purchase programme, CSPP) e la nuova serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (OMRLT II), che concorreranno a un ulteriore riequilibrio dei rischi per le prospettive di crescita e di inflazione“.

Le necessità più impellenti sono la garanzia che il processo di formazioni di salari e prezzi non venga pregiudicato da condizioni di inflazione troppo bassa: “Il Consiglio direttivo seguirà con attenzione l’evoluzione delle prospettive per la stabilità dei prezzi e, se necessario per il conseguimento del suo obiettivo, agirà ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del suo mandato”.

Infine la Bce ricorda come le banche abbiano contribuito alla prospettiva di crescita trasmettendo “ le condizioni favorevoli di finanziamento alla clientela” grazie a tassi sui prestiti contenuti e migliori condizioni di credito migliori, garantendo la ripresa della crescita dei prestiti.