I listini europei si aprono all’insegna della cautela. Le prospettive future dei mercati finanziari dipenderanno dalle parole che dirà domani Mario Draghi nella sua ultima conferenza stampa del 2014 sulle mosse future della Bce. Quello che si può dire per ora è che si vedono già gli effetti sui mercati finanziari delle misure annunciate dal banchiere centrale.

Per gli analisti della Credit Suisse, il programma di acquisto degli Abs – ovvero dei prestiti cartolarizzati delle imprese – dovrebbe portare ad una crescita del 50% delle emissioni di questo tipo di debito nel 2015 – i volumi previsti si dovrebbero attestare sui 115 miliardi di euro.

Si tratterebbe comunque di un risultato significativo, visto che questo mercato in Europa superava i 500 miliardi nel 2006, ed era poi precipitato con l’esplodere della crisi causata dai mutui subprime ad 1 miliardo nel 2008.

La situazione più probabile è che Mario Draghi non annunci ancora il Quantitative Easing, ovvero l’acquisto di titoli di Stato. I programmi di acquisto di titoli corporate come covered bond, Asset-backed security (Abs) e Residential mortgage-backed security (Rmbs) devono ancora entrare a regime. Ed è improbabile che la Bce voglia esaurire tutte le frecce che ha nella faretra in poco tempo. Meglio aspettare i risultati del programma di acquisto dei titoli di cui abbiamo scritto sopra prima di dare il via a nuove azioni.

Uno dei nuovi elementi da considerare nel quadro è rappresentato dall’andamento del petrolio. Le basse quotazioni del greggio sono determinate dalla scelta dell’Opec di non tagliare la loro produzione. E in Spagna, la crescita potrebbe aumentare dell’1% con il petrolio stabilmente tra gli 80 e i 90 dollari. E anche l’Italia potrebbe avere un dividendo, in termini di Pil, dello 0,3%.

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