L’allarme per l’economia italiana è sempre lo stesso: il debito pubblico. A rilanciarlo in maniera preoccupata e preoccupante questa volta è la Bce, la Banca Centrale Europea, che attraverso il suo nuovo bollettino economico ha voluto mandare un avvertimento ad alcuni paesi, tra cui il nostro.

La Banca Centrale Europea ha infatti reso noto che “i paesi con alti livelli di indebitamento sono particolarmente vulnerabili a un rialzo dell’instabilità nei mercati finanziari” e anche che “la loro capacità di adattamento a possibili shock avversi è piuttosto limitata”.

Queste nazioni, tra le quali c’è anche l’Italia, secondo la Bce guidata dal presidente Mario Draghi: “sono esposte a rischi elevati per la sostenibilità del bilancio pubblico nel medio periodo”. Per risolvere questa situazione, la Banca Centrale Europea invita i paesi interessati a “ulteriori sforzi di risanamento” dei conti nazionali.

La Bce sottolinea inoltre che la “ripresa economica nell’area dell’euro sta proseguendo, anche se a ritmi inferiori a quelli attesi agli inizi dell’anno sulla scia dell’indebolimento del contesto esterno” ed è fiduciosa che “in prospettiva la ripresa economica dovrebbe procedere a un ritmo moderato” e inoltre “la domanda interna dovrebbe essere ulteriormente sorretta dalle misure di politica monetaria”.

I segnali provenienti dalle economie dell’Unione Europea sono quindi contrastanti e per la Bce “le prospettive per la crescita continuano nell’insieme a indicare una ripresa graduale e disomogenea”.

Il bollettino economico rilasciato dalla Bce precisa inoltre che “l’insufficienza di domanda rimane il fattore singolo più importante di ostacolo all’attività del settore dei servizi nell’area dell’euro” e quindi indica che “altri fattori assumono rilevanza a livello di paese e di sottosettore”. Tra questi fattori sono segnalati anche “i vincoli finanziari in Italia e la carenza di manodopera in Germania”.

La Bce guarda inoltre al futuro, affermando che “in avvenire, tenendo conto delle attuali prospettive per la stabilità dei prezzi, il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della Bce rimangano su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo, ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività” e “in aggiunta alle misure varate da giugno 2014, attraverso l’insieme articolato di decisioni di politica monetaria assunte a marzo 2016, viene fornito un considerevole stimolo monetario al fine di contrastare i rischi più elevati per l’obiettivo di stabilità dei prezzi della Bce”.