Il caso di Beau Solomon, lo studente diciannovenne americano scomparso a Roma giovedì scorso, potrebbe essere giunto a un drammatico epilogo. La polizia fluviale della Capitale ha infatti recuperato il cadavere di un giovane dal fiume Tevere che corrisponde alla descrizione del giovane di Spring Green, Wisconsin.

Il corpo recuperato presenta una vistosa ferita alla testa e ha la camicia sporca di sangue. Gli inquirenti seguono la pista di una rapina degenerata in un omicidio. Un’ipotesi formulata dagli investigatori dopo aver constatato che il giovane non aveva addosso il portafogli e neanche il cellulare. Inoltre i familiari di Beau Solomon hanno denunciato acquisti illeciti effettuati con la carta di credito dello studente, avvenuti a partire da giovedì sera, per una spesa totale di 1.500 dollari.

Il cadavere rinvenuto nel Tevere è stato trasportato dalla polizia mortuaria all’obitorio dell’Università La Sapienza dove verrà effettuata l’autopsia su disposizione del pm che si sta occupando delle indagini, Marcello Monteleone.

I genitori e i tre fratelli di Beau Solomon allertati dalle autorità italiane sono già in viaggio verso Roma per l’identificazione del corpo. Di Beau Solomon si erano perse le tracce dallo scorso giovedì sera. L’ultimo avvistamento da parte degli amici è avvenuto in un bar situato a via della Lungara, a Trastevere. Il giovane si era allontanato per andare in bagno e non è più tornato.

Parenti e amici nei giorni scorsi hanno lanciato diversi appelli in rete e in tv per aiutare a ritrovare il giovane, in Italia per seguire un corso estivo presso la John Cabot University. Gli ultimi a vederlo erano stati proprio i colleghi di corso che avevano diffuso delle foto e lanciato degli appelli sui social, contattando anche l’ambasciata americana.

Familiari Beau Solomon: siamo disperati

Il fratello maggiore di Beau Solomon ha esternato ai media statunitensi tutta la sua disperazione:

Non poter fare nulla è la cosa peggiore per me. Sono il fratello più grande e dovrei badare a lui, ma non ho potuto fare niente questa volta. Siamo disperati.