Signori e Signore noi abbiamo un problema con  una serie di mini, adorabili, rosei problemi. Gli infanti.

E non direttamente con loro. No. Noi abbiamo qualche “conflitto” con i genitori dei pargoli in questione, ovvero con quegli “affiliati” del genere umano che per quattro soldi prendono la prole in fasce e la sbattono su qualche copertina, a due ore di vita. Manco fossero cuccioli di gatto pelosi, minuscoli e miagolanti. Tu speravi che queste strane forme di vita semi-senzienti si sarebbero estinte, per il bene dell’umanità e invece no. Hanno caricato sulle spalle di qualcun altro l’immagine, da migliorare, della famiglia. Una non si raccapezza proprio, ma accetta la crudissima realtà: questi bislacchi personaggi, di fronte ad una stampa che rivela senza troppi scrupoli i paterni altarini con cubiste e zoccole di varia natura o i materni problemi di droga, mettono in prima fila le foto dell’infante ancora arrossato dal parto e della madre felice e chiaramente poco sbattuta.

Del resto si sa: la madre vip non sente i dolori del parto come le altre comuni mortali. No, loro arrivano alla fine della gestazione belle come il sole, e dopo aver sgravato tornano immediatamente alla stato di divinità irraggiungibile che avevano prima della gravidanza.

Dalla Fico a Cavani passando per Carmen Russo&Consorte, è arrivato il turno della baby copertina più richiesta del momento: il cucciolo di Belen.

Sì. Perché se l’attenzione dei media sui bimbi delle sopracitate coppie vip è relativamente alta, l’attenzione per la creatura della prima show girl d’Italia è ai massimi livelli.

Le testate di gossip vivono nell’ansia ormai da giorni. A breve si partorisce. A breve le masse e le folle piangeranno lacrime vere ed autentiche in onore della Santa argentina che partorirà senza dolore e tra le rose canine. Faranno il servizio fotografico mistico mentre mette al mondo il piccolo?

Scherzi a parte noi siamo tanto contente per la coppia Rodriguez-De Martino. Davvero felici per questa giovane coppia. Ma , aimè, quando si parla di Belen le notizie te le urlano nelle orecchie. Te le impongono. Tra giornali, radio e TV non puoi sfuggire al destino di sapere vita, morte e cartella clinica della signora.

Quello che mi terrorizza non è l’annuncio all’Ansa, preceduto da almeno quattro o cinque dichiarazioni e smentite, in merito a data e ora di nascita. No. Sono le future presenze televisive, cover e dichiarazioni in merito alla gioia dell’essere mamma, (il papà, mi spiace, ma non attrarrà l’attenzione di molti. In casa, la diva, non è lui). Sono le future copertine, campagne per bambini e dichiarazioni di amici e parenti da qua a minimo minimo il battesimo.

Non per essere egoista , ma io non ce la posso fare. Non così. Questo si prospetta essere il bombardamento mediatico dell’anno. Pappe, pannolini, come tornare in forma dopo il parto ( e te lo deve spiegare una graziata da madre natura? Una che probabilmente non ingrassa nemmeno se messa a dieta con la nutella?), foto con il papà, con la mamma, con la zia, con la nonna.

Non me la sento di partecipare alla visione collettiva di quest’album di famiglia, e non oso sperare in grandi scandali da parte di altre showgirl. Ormai sono diventate pigre e brave ragazze.

No. La salvezza sta nella emigrazione.

Richiamatemi quando le acque si saranno calmate e quando la Satta , per dare un po’ di pepe alla cronaca rosa, protesterà nuda da Santoro contro l’inefficienza delle poste italiane.

Attendo un piccione viaggiatore. Mandatemelo con acqua e provviste presso la mia nuova sede: il Deserto Dei Tartari.

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