Una vasta operazione antiterrorismo si è appena conclusa ad Auvelais, in Belgio, località vallone tra Charleroi e Namur. A Riferirlo sono i siti dei quotidiani L’Avenir, DH e La Libre Belgique, secondo i quali sul posto è giunto un importante schieramento di forze dell’ordine ed esperti artificieri. Secondo i media belgi, l’intervento sarebbe “collegato al rischio di attentati in Belgio” e l’operazione sarebbe stata mirata ad «un assalto» verso un obiettivo non specificato. Vicino ad Auvelais, dalle 11 circa di questa mattina, risulta chiuso anche un tratto dell’autostrada E42, importante arteria di collegamento tra Dunkerque (Francia) e Aschaffenbourg (Germania).

L’operazione si sarebbe conclusa poco dopo le 13.30, scrive il sito online del quotidiano Le Soir, citando fonti giudiziarie e specificando che il borgomastro Jean-Charles Luperto “ha rifiutato di fare alcun commento“. La Procura generale ha intanto specificato che ci sono state diverse perquisizioni, alla ricerca di armi ed esplosivi, più che di persone.

Mentre prosegue, dunque, la caccia ad Salh Abdeslam e Mohamed Abrini, la grande moschea di Bruxelles, situata nel Parco del Cinquantenario, a poche centinaia di metri dalle istituzioni europee, è stata oggi evacuata dopo il ritrovamento di alcune buste contenenti “polvere sospetta”, come confermato dal portavoce dei pompieri di Bruxelles, Pierre Meys. Per prelevare le buste ed analizzarne il contenuto, sul posto sono stati convocati gli esperti del laboratorio della protezione civile, come previsto dalla “procedura per l’allarme antrace”. Sette persone potenzialmente esposte all’antrace nella grande moschea, riporta un’agenzia di informazione Belga, tuttavia ad ora nessuna di esse presenterebbe sintomi da intossicazione, a quanto dichiarato il portavoce dei pompieri.

Ancora altissimo, dunque, il livello d’allarme a Bruxelles, dove gli inquirenti stanno cercando “dieci individui” che potrebbero star pianificando attacchi simili a quelli del 13 novembre a Parigi, ha spiegato il ministro degli esteri e vicepremier belga, Didier Reynders, specificando che “la minaccia più importante riguarda i grandi magazzini ed i centri commerciali“.