Sarebbe la mancata fornitura di sigarette il pretesto alla base della rivolta che si è scatenata nel carcere minorile di Airola, in provincia di Benevento.

I detenuti avrebbero infatti creato disordini, rotto mobilio e ferito tre agenti, armati di manici di scopa e i piedi dei tavoli. Per fortuna i feriti non sarebbero gravi, per quanto abbiano avuto bisogno delle cure del personale dell’ospedale di Sant’Agata dei Goti.

A dare il via alla protesta, sedata dall’intervento della polizia e dei carabinieri, sarebbero stati quindici carcerati minorenni, che hanno saputo far degenerare la dimostrazione in una serie di atti di grande violenza.

Il segretario generale del Sindacato autonomo della polizia penitenziaria (Sappe), Donato Capece, parla di “una situazione molto grave. […] Mi sembra evidente che c’è necessità di interventi immediati da parte degli organi ministeriali e regionali dell’amministrazione della Giustizia minorile, che assicurino l’ordine e la sicurezza in carcere ad Airola tutelando gli agenti di polizia penitenziaria che vi prestano servizio. Ed è grave che non siano stati raccolti, nel corso del tempo, i segnali lanciati dal Sappe sui costanti e continui focolai di tensione del carcere minorile airolano”.

Ma la protesta per il vitto e l’assenza di sigarette sarebbe solo una messa in scena che rappresenterebbe la dimostrazione di forza da parte dei clan mafiosi venutisi a creare all’interno del carcere. Si tratterebbe infatti di una lotta tra bande che sarebbe degenerata in questa prova di forza.

Il sindacato descrive uno scenario sempre più allarmante: “Nel 2015 abbiamo contato nelle carceri italiane 7.029 atti di autolesionismo, 956 tentati suicidi sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria, 4.688 colluttazioni, 921 ferimenti.”

A provocare queste degenerazione sarebbe stato l’innalzamento dell’età dei detenuti nei carceri minorili, elevata fino a 25 anni: “Una decisione politica che da subito definimmo incomprensibile. Da quando sono stati assegnati detenuti adulti questi maggiorenni si comportano con il personale di Polizia e con alcuni minorenni con prepotenza e arroganza, caratterizzando negativamente la quotidianità penitenziaria.”