Beppe Grillo e Alessandro Di Battista, esponenti del Movimento Cinque Stelle, risultano indagati con l’accusa di diffamazione. Per entrambi si tratta della logica conclusione avvenuta in seguito alla querela presentata da Marika Cassimatis, candidata dello stesso Movimento Cinque Stelle, risultata vincente alle primarie genovesi dei grillini che in seguito il leader Beppe Grillo aveva sconfessato e quindi annullato.

Oltre alla querela contro Beppe Grillo e Alessandro Di Battista, la Cassimatis avrebbe presentato un ricorso d’urgenza per bloccare la nomina di Luca Pirondini, che lei aveva comunque battuto alle primarie. Per sapere se il ricorso verrà accolto bisognerà però attendere che sia fatta udienza, tra qualche giorno. Nel caso in cui il giudice decidesse di accoglierlo, la partecipazione dei componenti del Movimento Cinque Stelle alle prossime elezioni amministrative dell’11 giugno potrebbe essere seriamente compromessa.

La querela per diffamazione presentata dalla Cassimatis riguarderebbe in particolare un post apparso sul blog di Beppe Grillo – e pare scritto da lui medesimo -in data 17 marzo 2017, in cui il leader pentastellato avrebbe accusato la Cassimatis e i candidati della sua lista di aver: “ripetutamente e continuativamente danneggiato l’immagine del MoVimento 5 Stelle, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dal MoVimento 5 Stelle; appoggiandone le scelte anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti“.

Per quanto riguarda invece Alessandro Di Battista, la Cassimatis avrebbe giuddicato lesive alcune dichiarazioni che il grillino avrebbe rilasciato contro di lei, invocando interventi drastici e considerandola non in linea con il Movimento Cinque Stelle.