Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle dice la sua sulle riforme alla festa dell’Indipendenza americana, presso la residenza dell’ambasciatore Usa a Villa Taverna, a Roma.

Sulla legge elettorale Grillo nel pomeriggio è stato chiaro, “La loro ha dei caratteri incostituzionali. Noi vogliamo le preferenze e abbiamo fatto una cosa nei confini della Costituzione” ha affermato lasciando la Camera al termine di una riunione con i deputati Cinque Stelle. Il “loro” è riferito a Renzi e Berlusconi e al patto del Nazareno sulle riforme, ieri c’è stata la riunione che ha confermato i patti di alcuni mesi fa.

Intanto il prossimo faccia a faccia tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle è previsto per lunedì alle 15, Beppe Grillo conferma a Villa Taverna la sua assenza, “Va chi è andato la prima volta” aggiungendo: “Da Renzi non vado perché sono un emotivo. Spero che  vada bene: parleremo della legge elettorale. Poi se avremo dei riscontri parleremo anche di altre cose. Non abbiamo preconcetti se una legge viene dal Pd o dal Pdl. Se è una legge giusta noi la sosteniamo”

Sull’Italia in Europa, e la performance di Renzi a Strasburgo, il leader del M5S ha dichiarato: “In ogni caso non c’è democrazia. Togliamoci l’idea che questo paese sia democratico. Con questo sistema, non ci sono speranze. Ed è questo il terrorismo che stanno facendo: con questi parametri noi abbiamo ceduto sovranità economica, sovranità dell’intelligenza italiana. I trattati sono stati traditi. Avrei voluto che Renzi parlasse di queste cose. Quando ha finito il suo bel discorso, col selfie, carino, molto carino. Avrei voluto che parlasse del fiscal compact. E invece?”.
E a chi gli ha ricordato che ai tedeschi Renzi ha ricordato che loro hanno sforato, l’ex comico ha risposto: “Il problema è che qui non puoi sforare nulla. Hanno messo Juncker apposta. Non puoi sforare nulla”.

Grillo ha anche negato di aver chiesto ai deputati europei di bloccare i fondi destinati all’Italia, “Io stavo parlando del ’97, delle frodi, ma hanno montato un pezzo come se io avessi detto di non dare soldi al sud”.