La Procura di Torino ha chiesto una condanna per Beppe Grillo in seguito a un processo legato a una delle dimostrazioni dei No Tav avvenuta in Valle di Susa. Il Pm ha chiesto 200mila euro e 9 mesi di reclusione ad Alberto Perino e Beppe Grillo per aver violato i sigilli della Baita di Chiomonte.

Questo è quanto è stato riferito dal legale e nipote del leader del M5S, Enrico Grillo. La baita, diventata un simbolo della lotta contro l’alta velocità, era stata messa sotto sequestro per abuso edilizio. Il processo vede imputate 21 persone per violazione di sigilli. Sono state chieste quattro assoluzioni e alcune condanne fra i 6 e i 18 mesi di reclusione.

Oltre alla questione riguardante i No Tav, il procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce, informa del fatto che Grillo risulta essere indagato anche in altre procure, tra cui quella di Roma, Bergamo e Teramo. Nei fascicoli a carico del leader del M5S, l’ex comico viene accusato per avere “Istigato dei militari a disobbedire alle leggi” durante la protesta dei Forconi, violando l’articolo 266 del codice penale. Sotto accusa la lettera aperta che Grillo scrisse sul suo blog il 10 dicembre invitando i vertici di polizia, carabinieri ed esercito a “Non proteggere più questa classe politica“.

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