È una bufera a cinque stelle quella che sta investendo in queste ore Beppe Grillo, il quale è stato querelato per diffamazione da Francesco Bonifazi, tesoriere del Pd, in merito ad alcune dichiarazioni lette sul blog del leader del Movimento.

In un articolo non firmato sull’inchiesta Tempa Rossa si leggeva infatti, in merito ai membri del Pd, che sarebbero stati “tutti collusi. Tutti complici. Con le mani sporche di petrolio e denaro”.

Affermazioni pesanti che hanno portato alla citazione per danni e alla richiesta di un maxi-risarcimento, esaminata dal giudice che si occupa del caso.

Gli avvocati del comico genovese hanno però pubblicato una memoria difensiva che tra i vari punti riporta che il loro assistito “non è responsabile, né gestore, né moderatore, né direttore, né provider, né titolare del dominio, del blog, né degli account Twitter, né dei tweet e non ha alcun potere di direzione né di controllo sul blog, né sugli account Twitter, né sui tweet e tanto meno su ciò che ivi viene postato”.

Polemica e sarcastica la risposta di molti membri del Pd, tra cui Debora Serracchiani che su Twitter chiede: “Ha un blog a sua insaputa”.

Bonifazi invece ha commentato indignato con vari post su Facebook: in uno di questi afferma, rivolgendosi direttamente al comico, che “la tua difesa è ridicola, se vuoi parlare a milioni di persone abbine rispetto e assumiti la responsabilità delle cose che dici e scrivi di fronte a loro e di fronte alla legge. Noi andremo fino in fondo.”

Grillo ha quindi ribattuto a stretto giro, sempre sullo stesso spazio incriminato, che “il Blog beppegrillo.it è una comunità online di lettori, scrittori e attivisti a cui io ho dato vita e che ospita sia i miei interventi sia quelli di altre persone che gratuitamente offrono contributi per il Blog. Il pezzo oggetto della querela del Pd era un post non firmato, perciò non direttamente riconducibile al sottoscritto. I post di cui io sono direttamente responsabile sono quelli, come questo, che riportano la mia firma in calce

Per legge però colui che nel 2001 ha registrato il dominio e detiene i diritti del blog di Beppe Grillo è Emanuele Bottaro, il cui nome può essere ricondotto alla Casaleggio associati e che è già finito in tribunali per questioni analoghe.

Due gli scenari che potrebbero presentarsi in questo caso. Nel caso in cui il blog sia moderato è il moderatore a rispondere di eventuali contenuti offensivi. In caso contrario il gestore del blog risulta essere privo di responsabilità.