Continua la querelle politica che vede opporsi il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo e Marika Cassimatis, ex candidata della lista per le elezioni comunali di Genova, vincitrice delle primarie on line sulla piattaforma Rousseau ma poi sconfessata dallo stesso portavoce per presunte irregolarità.

Come già noto la donna ha vinto il ricorso con cui chiedeva di essere riammessa in corsa e ha poi proceduto alla denuncia di Grillo per diffamazione tramite la Procura della Repubblica. Il portavoce del Movimento lo scorso 3 aprile ha ricevuto un avviso di garanzia e oggi ha presentato una memoria difensiva, per quanto il suo avvocato ammette di non conoscere le esatte contestazioni della politica.

Nel suo testo sostanzialmente viene sostenuta la tesi che sia Grillo che la Cassimatis, in quanto personaggi pubblici, siano soggetti legittimi a critiche anche di una certa durezza; Grillo in particolare come garante del Movimento godrebbe del diritto di portare avanti un confronto aspro per preservare l’integrità del partito.

A fargli eco anche il deputato 5 Stelle Giancarlo Cancelleri, che rileva le numerose critiche interne portate avanti dalla candidata di Genova, che le hanno valso l’accusa di non essere in linea con i valori politici del Movimento e quindi inadatta al ruolo che aveva scelto per sé: “Credo che il caso Genova sia una questione nata male da parte della Cassimatis. Mi dispiace che si sia andati a finire in tribunale. Se una persona si vuole candidare col Movimento lo faccia ma deve avere anche grande rispetto del progetto politico col quale si candida. Se invece ti vuoi candidare ma ne vuoi sempre parlare male, è chiaro che non ti ritrovi all’interno di una famiglia”.

Rimane la possibilità che il Movimento possa non portare nessun candidato ufficiale, visto che la decisione dei giudici richiederebbe il reinsediamento della Cassimatis, che i 5 Stelle non sono disposti ad accettare come loro rappresentante.