Si profila all’orizzonte un cambiamento epocale per il Movimento 5 Stelle, che potrebbe dover fare a meno del suo più illustre progenitore, Beppe Grillo.

Il comico ha infatti annunciato la sua decisione di volersi prendere una pausa dall’attività politica e dalla leadership del M5S. Una decisione che arriva a qualche mese di distanza da un post sul blog in cui si era definito “un po’ stanchino”.

Ma non si tratta certo di un abbandono totale, tiene a precisare Grillo: “Mi defilo dal Movimento perché ho un’età, una famiglia numerosa: ho fatto il mio tempo. Però ci sono, il Movimento è la mia vita ed è nato con le idee che avevo io sulle rinnovabili, rifiuti e acqua pubblica. Le 5 stelle sono questi temi qui“, ha affermato ai microfoni di La7.

A richiamarlo potrebbero essere invece le sirene delle spettacolo, ovvero un ritorno alla sua storica professione. Beppe Grillo confessa infatti di voler tornare a fare ciò che gli riesce meglio, “che è divertire e far vedere alla gente cose che forse non sa“. E non è escluso che questa rentrée possa avvenire in tv.

Non pare improbabile che a stancare Grillo siano state le ultime discussi interne al Movimento 5 Stelle concernenti il tema dell’immigrazione. Il consigliere del Piemonte Vittorio Bertola aveva infatti annunciato una stretta sul rilascio dei permessi umanitari, ma la sua posizione non era stata accettata da una significativa parte della base.

Tra questi anche il senatore Maurizio Buccarella (già protagonista di uno scontro con Grillo sulla proposta dell’abrograzione del reato di immigrazione clandestina), che ha criticato la proposta del collega, descritto come qualcuno “che non conosce a fondo la materia” e ha citato un post scritto circa una settimana prima in cui si definivano linee guida sulla tematica immigrazione.

Di fatto Grillo si è schierato non schierandosi, attraverso questo intervento sul suo blog che non ha mancato di provocare polemiche interne al Movimento e richieste di una maggiore democraticità: “Va ricordato al cittadino Buccarella che nel M5S non esistono gerarchie, tipiche invece dei partiti. Non c’è differenza fra un portavoce consigliere comunale e un portavoce senatore. Nel Movimento 5 Stelle esistono posizioni e discussioni, come quella in corso sull’immigrazione”.

L’ennesima lite, insomma, che potrebbe aver provocato il desiderio – si vedrà quanto ultimo e finale – di defilarsi per qualche tempo dalla sua creatura politica.