Ancora guai giudiziari per Beppe Sala: è infatti di pochi minuti fa la notizia che il sindaco è indagato dalla Procura generale di Milano per l’ipotesi di turbativa d’asta.

Il reato riguarderebbe l’appalto per la fornitura di alberi durane Expo 2015, di cui Sala è stato commissario e amministratore delegato: in questo contesto il primo cittadino è indagato anche per  falso materiale e ideologico.

Nello specifico l’accusa è inerente una presunta retrodatazione dell’atto con cui vennero cambiati in corsa due commissari incompatibili per la gara della Piastra di Expo.

All’interno del capitolato della struttura vi sarebbe stata anche la fornitura del “verde” oggi sotto indagine: secondo alcune indiscrezioni alcuni membri della politica regionale avrebbero fatto in modo che dalla gara non fossero esclusi i vivaisti lombardi, con conseguente scorporo dell’appalto per gli alberi. Un’operazione che avrebbe dovuto portare alla riformulazione della gara.

In concreto Sala è accusato di aver affidato direttamente alla società Mantovani per la fornitura di 6mila alberi destinati al sito di Rho Pero: costo totale, 4.3 milioni di euro. La stessa azieda si è poi aggiudicata anche la gara della Piastra, per un valore di 272mila euro.

In realtà alla fine dell’indagine i pm della Procura avevano già chiesto l’archiviazione, poi respinta dal gip Andrea Ghinetti, escludendo Sala e altri personaggi dal fascicolo: l’iscrizione nel registro degli indagati si deve però al sostituto pg Felice Isnardi, che ha avocato a sé l’inchiesta.