Mentre l’ISIS prosegue la sua avanzata in Libia, suscitando la preoccupazione delle autorità italiane che invocano un intervento immediato dell’ONU, in Italia si diffonde la psicosi per attentati terroristici. Questa mattina a vivere ore di apprensione per un allarme bomba, rivelatosi fortunatamente infondato, sono stati i passeggeri e il personale dell’aeroporto di Orio al Serio, a Bergamo.

L’allerta è scattata a seguito di una telefonata effettuata alle 7:30 da un uomo. Il mitomane ha contattato il centralino di una società dell’aeroporto bergamasco, affermando che alle 10 all’interno dello scalo sarebbe esplosa una bomba. Dopo aver annunciato lo scoppio imminente di un ordigno, l’uomo avrebbe pronunciato la frase Allah akbar, Allah è grande, invocazione che sempre più spesso purtroppo è apparsa sulla bocca dei terroristi islamici per rivendicare la matrice jihadista degli attentati.

La telefonata dell’uomo ha fatto subire scattare i protocolli di sicurezza nello scalo. Gli agenti hanno effettuato controlli a tappeto nell’aeroporto alla ricerca dell’ordigno, ma le perquisizioni hanno dato esito negativo e dopo tre ore l’allarme bomba è rientrato. La polizia aeroportuale, le unità cinofile e gli artificieri hanno scandagliato l’aeroporto centimetro per centimetro. Malgrado i controlli, i passeggeri non sono andati incontro a particolari disagi. Sia i voli in arrivo che i voli in partenza non hanno infatti subito ritardi e la situazione è tornata alla normalità già a partire dalle 11.

Gli inquirenti stanno indagando per individuare l’uomo che ha telefonato agli uffici della società dello scalo. Il pubblico ministero Gianluigi Dettori ha aperto un fascicolo e ha richiesto all’aeroporto i tabulati telefonici per poter localizzare il luogo da cui è partita la chiamata. L’accusa per l’uomo è di procurato allarme.

Secondo le prime indiscrezioni, la polizia aeroportuale avrebbe subito ritenuto poco credibile la telefonata. Malgrado l’uomo all’altro capo del filo inneggiasse ad Allah, il suo accento, infatti, era italiano. A dispetto dei dubbi degli agenti sull’attendibilità dell’allarme bomba, il protocollo di sicurezza è ovviamente scattato come da prassi, per scongiurare ogni tipo di rischio per i passeggeri e per il personale dello scalo.

D’altra parte, l’ISIS sta effettuando una massiccia propaganda anche in Italia per allargare le sue fila e non era da escludersi che qualche italiano si fosse lasciato soggiogare dagli jihadisti. Qualche mese fa in Iraq è stato fermato un giovane cittadino italiano, di origini calabresi ma residente a Bologna, partito per arruolarsi nell’esercito dello Stato islamico. L’uomo era partito dall’Italia per la Turchia con i documenti in regola e aveva poi cercato di entrare in Iraq per raggiungere i campi di addestramento dell’ISIS. La guardia resta perciò alta in tutti gli scali internazionali. In un momento di così alta tensione, l’intelligence non sottovaluta nessun allarme.