Sale a 12 morti e 48 feriti il bilancio dell’attentato di Berlino che ha visto un tir lanciato contro la folla assiepata davanti alle bancarelle del mercatino natalizio di Breitscheidplatz.

La polizia è riuscita a catturare quello che si presume essere l’attentatore: un rifugiato pachistano di 23 anni che è entrato nel Paese da circa un anno.

È invece stato identificato l’uomo il cui corpo senza vita è stato rinvenuto nell’abitacolo del camion. Si tratta di un cittadino polacco, guidatore del tir dell’azienda di trasporti di Danzica Ariel Zurawski e cugino del titolare della società.

Stando alle informazioni ricavate dalla testimonianza di quest’ultimo l’uomo aveva effettuato una consegna in Italia e stava tornando in Polonia, ma si sarebbe fermato a Berlino per un’ultima tappa, con l’intenzione di passarvi anche la notte.

È dal pomeriggio di ieri che il titolare della società e la famiglia non riuscivano a contattare l’autista. Proprio in quelle ore i dati del satellite relativi ai movimenti del tir rilevano numerosi accensioni e spegnimenti del mezzo, quasi come se qualcuno stesse tentando di imparare a guidare il veicolo tentando di farlo muovere.

Secondo una prima ipotesi non ancora confermata dalle autorità l’attentatore avrebbe sequestrato l’autista minacciandolo con un’arma, intimandogli di schiantarsi contro la folla. Ma il guidatore avrebbe potuto già essere morto ben prima dell’impatto. Solo l’autopsia e la testimonianza del presunto terrorista potranno dare risposte concrete a questi interrogativi.

Intanto nella notte la polizia ha effettuato un blitz in un campo profughi sito in un hangar nei presi dell’ex aeroporto di Tempelhof: non vi sono notizie di arresti in corso, ed è più probabile che si stiano cercando informazioni più dettagliate sull’attacco.

Fonti dell’intelligence tedesca riferiscono che il responsabile fosse già conosciuto dalle autorità per una serie di reati minori, ma non vi erano sospetti riguardanti una sua radicalizzazione. L’Isis nel frattempo ha rivendicato l’attentato, ma non vi sono conferme ufficiali sul marchio del terribile massacro.