Rimane ancora incerta la sorte di Fabrizia di Lorenzo, la cittadina italiana che si trovava a Berlino, come hanno già anticipato gli stessi genitori recatisi sul luogo dell’attentato: la 31enne infatti potrebbe essere stata coinvolta nell’impatto del tir contro le bancarelle del mercatino natalizio ed è ancora conteggiata tra i dispersi. Solo l’esame del Dna sui corpi ancora senza nome potrà confermare la sua morte, purtroppo già attesa dai genitori ai quali rimangono poche speranze.

Le indagini della autorità intanto hanno portato al rilascio del rifugiato pachistano di 23 anni che inizialmente era stato considerato l’autore della strage a seguito delle indicazioni di alcuni cittadini che lo avevano segnalato alla polizia.

Il ragazzo si è sempre dichiarato estraneo ai fatti, e il suo fermo non è stato convalidato in arresto. A quanto sembra, dunque, l’esame del Dna svolto sulle tracce di sangue trovate nel tir avrebbe dato esito negativo, aprendo dunque all’ipotesi che l’autore – o forse gli autori – dell’attentato possano trovarsi ancora a piede libero, in fuga e probabilmente armati, come ha dovuto ammettere il presidente della polizia criminale federale, Holger Muench.

Le riserve sulla rivendicazione effettuata dall’Isis rimangono, e per quanto la pista terroristica sia considerata la più accreditata le autorità consigliano prudenza, non essendo ancora arrivato un video ufficiale in cui l’atto sia reclamato.

Iniziano a emergere anche alcune informazioni riguardanti Lukasz Urban, l’autista polacco di 37 anni il cui corpo senza vita è stato rinvenuto all’interno del camion: l’uomo è stato ucciso tramite colpi d’arma da fuoco.

Secondo le prime ricostruzioni il guidatore sarebbe stato ancora in vita al momento dell’impatto contro la folla, e avrebbe cercato in ogni modo di fermare l’attentato, cercando di impossessarsi del volante: lo testimoniano le ferite da arma da taglio sul suo corpo, segno evidente di una lotta.

Proprio la sua stazza fisica imponente farebbe propendere per l’ipotesi della presenza di più attentatori: i famigliari lasciano infatti intendere che difficilmente una sola persona avrebbe potuto sopraffarlo.