Il 27 marzo del 1994, cioè 20 anni fa spaccati, Silvio Berlusconi (foto by InfoPhoto), alla guida della neonata Forza Italia e del Polo delle Libertà, vinse per la prima volta le elezioni politiche col 37% dei voti, inaugurando così la sua lunga stagione che passò attraverso altri due successi elettorali, quelli del 2001 e del 2008, e che ancora non sembra prossima a tramontare. Il Berlusconi I, a dire il vero, non ebbe vita molto lunga: dopo aver ottenuto la fiducia al Senato per il rotto della cuffia, con soli 6 voti di scarto, rimase in carica per 252 giorni, fino al 17 gennaio dell’anno seguente, anche se in realtà il premier era stato costretto alle dimissioni il 22 dicembre, dopo poco più di sette mesi a Palazzo Chigi.

Il trionfo elettorale dell’ex Cavaliere era stato anticipato dalla Discesa in Campo, il celeberrimo videomessaggio con cui Berlusconi, il 26 gennaio del 1994, aveva annunciato al paese la sua volontà di intervenire direttamente per toglierlo dalle grinfie di “forze immature e uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare”. La versione brianzola del self-made man in stile William Randolph Hearst ammaliò i tanti italiani nauseati dai recentissimi scandali, talmente nauseati da non considerare che forse, dietro la Discesa in Campo, c’era anche altro, oltre che la spinta altruistica a salvare “il paese che amo” (tipo, per esempio, 7mila miliardi di vecchie lire – i debiti che, secondo Mediobanca, attanagliavano Fininvest nel 1992 – e altre faccenducole del genere. Certo, secondo un’analisi dell’economista Marco Deaglio, il costo totale del giro delle tangenti fu stimato in circa 10mila miliardi di lire all’anno, più 150-250mila miliardi di lire di indebitamento pubblico, più 15-25mila miliardi di lire di interessi annui sul debito. Per cui, anche a saperlo, quei 7mila miliardi potevano sembrare davvero poca cosa).

In ogni caso, oggi fanno 20 anni di berlusconismo in Parlamento: tra un milione di posti di lavoro, lo sdoganamento di Lega ed ex fascisti, le leggi ad personam e gli editti bulgari, i processi e gli avvisi di garanzia, un paio di corna di qui e una culona di là, una cena elegante e un po’ di gnocca in tailleur o in mise da pornoinfermiera, non possiamo dire di esserci annoiati.

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