Il salotto di Porta a Porta è una tappa fondamentale delle offensive mediatiche del Cavaliere in campagna elettorale. E così è stato anche ieri. Silvio Berlusconi si è accomodato su quella poltrona che ormai conosce bene, la stessa su cui firmò il contratto con gli italiani, e ha lanciato qualche nuova bomba sulla campagna elettorale che lui stesso ha fatto ripartire. Quelle dichiarazioni, insomma, che il mattino dopo riempiono i giornali. Dalle indicazioni a Monti, a cui chiede di essere il federatore del centrodestra, alla chiamata alle armi per la Lega fino alla richiesta di rinvio della data fissata per le politiche. E, ovviamente, all’abolizione dell’Imu.

“Rischiamo di fare la fine della Grecia, mi candido perché avete bisogno di me”, scandisce sicuro il leader del Pdl. Non lo preoccupa l’età, i sondaggi poco consolanti, l’abbandono di molti dei suoi. Anzi. Il presidente del Pdl ammette di puntare al 40 per cento, “ma dipende dalla quantità di ore televisive. Io sono in credito nei confronti del sistema televisivo”.  Forse anche per questo, per rinviare di qualche settimana l’inizio della par condicio, il Pdl ha chiesto il rinvio della scadenza elettorale del 17 febbraio. Per evitare, assicura Berlusconi, “un impulso di fretta, è una forzatura inutile”.

Davanti a Bruno Vespa, l’ex premier prima frena ma poi rilancia il suo successore come “federatore del centrodestra” purché annetta tutti, “non solo i centristi”. E rivendica la paternità, non solo della sua carriera politica in Europa, ma anche dell’appoggio del Ppe a Mario Monti. “Sono stato io a suggerire di invitarlo e che si facesse l’invito al Professore per tenere insieme i moderati”, assicura, sottolineando che anche i colleghi del Ppe temano l’arrivo della sinistra, come successo in Francia, da dove “molti scappano perché le tasse sono aumentate”. Dichiarazioni smentite praticamente in tempo reale dal presidente del Ppe, Wilfred Martens, che all’Ansa garantisce che si è trattata di una sua “iniziativa personale”. Berlusconi non indietreggia, ipotizzando che Martens “non voglia far vedere di essere stato influenzato da me”.

E subito dopo rilancia la palla a Maroni per una nuova alleanza con la Lega. “Penso che sarà con noi nella coalizione dei moderati” sostiene il Cavaliere “il contrario sarebbe illogico e un disastro per l’Italia e non credo che per la Lega possa esserci un’altra soluzione se non un’alleanza con noi”. Parole meno gentili per gli ex alleati Fini e Casini. “Due persone orride – li definisce Berlusconi – anche peggio, orridissime”.