Lunga videochat con il Corriere.it per Silvio Berlusconi che ha risposto a molte delle oltre 1.400 domande arrivate dai lettori: “C’è stata una congiura internazionale contro di me - ha detto il Cavaliere in apertura -. E’ stata una mascalzonata dire che il mio governo aveva portato il Paese sull’orlo del baratro”.

Le critiche verso Mario Monti sono, come di consueto, aspre: Non potrei più collaborare con lui. È abituato a parlare solo con scolari e discepoli, è un professore che guarda alla realtà dal buco della serratura, vive con la sicurezza dello stipendio e non sa quali lotte un imprenditore deve affrontare. Al governo abbiamo visto cosa ha combinato e il disastro in cui ci ha cacciato.

La stoccata arriva anche per gli alleati di Monti, Fini e Casini, etichettati da Berlusconi come ‘trio sciagura’: “Ha scelto come compagnia i personaggi politici che ho avuto purtroppo il dispiacere di incontrare. Fini? Da parte nostra non c’è mai stato un atto meno che riguardoso nei suoi confronti. Non si capisce cosa lo abbia spinto a fondare un piccolo gruppo ininfluente e adesso un partito che non arriva all’uno per cento”.

Il Cavaliere (foto by InfoPhoto) invita gli elettori al voto utile (“Altrimenti la politica deciderà per voi. Il voto non dato a Pdl e Pd non è solo perso ma anche dannoso”) e parla dei criteri selettivi delle liste: “Il 90% dei candidati non sono mai stati parlamentari, il 10% saranno scelti tra coloro che lo sono stati e hanno dato una buona prova ”. Sull’eventuale candidatura di Dell’Utri, l’ex premier resta vago: “Ho parlato una sola volta con Micciché e non abbiamo affrontato i problemi della lista, non so se lo candiderà e ad ogni modo sarebbe un arricchimento, perché Dell’Utri è un galantuomo perseguitato dalla Procura di Palermo”. 

Sull’intesa tra Pdl e Lega in vista delle politiche, Berlusconi è fiducioso: “Siamo in contatto spero che domani ci sia una soluzione positiva. Non c’è nessuno mio passo indietro, ho sempre fatto la cosa più opportuna nell’interesse del Paese”. L’ipotesi di una grande coalizione non è dunque da escludere: “Sarei disponibile se il Paese trovasse in una grande coalizione l’unica soluzione possibile, ma deve essere chiaro che il programma da adottare è quello liberale”.  

Il Corriere sbatte in prima pagina anche un sondaggio di Renato Mannheimer, responsabile dell’Ispo (istituto per gli studi sulla pubblica opinione), secondo cui la quantità di indecisi e astensionisti è già scesa dal 50% al 40%. Il Pdl avrebbe recuperato un paio di punti con il ritorno sulla scena di Berlusconi e ora si attesta intorno al 19% , ben lontano comunque dal PD che resta il primo partito al 30%. Il centrosinistra viaggia per il momento intorno al 40% mentre il Movimento 5 Stelle perde qualcosa scendendo al 15%. Stessa quota per Monti e centristi che non andrebbero oltre il 15%. La Lega resta sui 6 punti percentuali ma in caso di alleanza con Berlusconi lo scenario cambierebbe.