Quello intervistato da Il Giornale è un Silvio Berlusconi scatenato, che nonostante abbia proclamato più volte di sentirsi ormai distante dalla politica non manca di agitare con forza la scena.

Riprendendo un argomento già affrontato in passato – la necessità di riunire le varie fazioni di centrodestra in un unico contenitore – l’ex premier ha ribadito come Forza Italia abbia ancora le potenzialità per essere il partito guida del Paese, ma senza prescindere dalla Lega, elemento ormai divenuto fondamentale per poter governare serenamente.

Ad Alessandro Sallusti il Cavaliere illustra così la disposizione dello scacchiere del centrodestra, uscito rafforzato dalla prova in Liguria, dove Toti ha dimostrato la forza dello schieramento quando si presenta compatto alle elezioni: “Forza Italia va avanti come parte essenziale dell’unione del centrodestra. L’altra parte è la Lega. A noi, alla ottima classe dirigente che ho cresciuto, tocca organizzare l’area dei moderati, dei liberali, il centro del centrodestra, quella che poi vince davvero in tutta Europa. Forse occorrerà realizzare un contenitore più ampio, del quale Forza Italia e la Lega siano parte, che si rivolga non solo ai partiti, ma anche alle associazioni, ai gruppi, ai movimenti di opinione, ai cittadini non organizzati in partiti. Il nostro primo obbiettivo è quello di ridare un motivo serio per tornare a votare agli italiani che hanno disertato le urne.

Sembra invece essersi chiusa definitivamente l’ipotesi di collaborazione con Matteo Renzi, attuale Presidente del Consiglio e leader del Pd. Nessun Patto del Nazzareno bis all’orizzonte, dunque: “Siamo convintamente all’opposizione e nulla è cambiato da quando abbiamo dovuto rinunciare alla collaborazione con il Partito democratico.”

Più cauta invece la posizione di Berlusconi riguardante il voto su eventuali riforme o cambiamenti positivi in ambito legislativo, sempre improntato al buonsenso: “È ovvio che se il Partito democratico presentasse in Parlamento qualche miglioramento della legge elettorale, o della riforma costituzionale, noi voteremmo a favore di quella norma, come voteremmo qualsiasi provvedimento, da chiunque proposto, che giudicassimo positivo per il Paese.

Permane però una certa stanchezza, non priva di amarezza, dovuta a quella che più volte è stata definita come una vera e propria persecuzione da parte della magistratura: “I processi politici contro di me sono cominciati appena sono sceso in campo e hanno determinato ben tre colpi di Stato: nel 19994, nel 2011, nel 2013. Purtroppo il sentimento della democrazia non è così forte negli italiani che non hanno saputo mettere in campo alcuna reazione adeguata. Questo è ciò che mi fa pensare, a volte, che i miei concittadini davvero non mi meritino“.