“Ad un certo punto in quell’autunno, alcuni funzionari europei ci contattarono con una trama per cercare di costringere il premier italiano Berlusconi a cedere il potere; volevano che noi rifiutassimo di sostenere i prestiti dell’Fmi all’Italia, fino a quando non se ne fosse andato”.

Un vero e proprio caso internazionale hanno scatenato le rivelazioni dell’ex segretario del tesoro dell’amministrazione Obama, Timothy Geithner, che in un suo saggio Stress Test ha scritto che nell’autunno 2011, in piena crisi economica, alcuni funzionari dell’Ue lo avvicinarono proponendo un piano per far cadere il premier italiano Silvio Berlusconi. (foto by InfoPhoto)

All’epoca la Casa Bianca si rifiutò di accettare questa richiesta di esponenti Ue, “Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani”, disse Geithner a Obama.

Le nuove rivelazioni hanno riaperto il dibattito su passaggio delicatissimo della storia italiana recente. Pochi mesi fa ci aveva pensato un altro saggio, quello di Alan Friedman “Ammazziamo il Gattopardo”, dove il giornalista americano sosteneva che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva contattato per la carica di premier Mario Monti già nell’estate del 2011, quindi quattro o cinque mesi prima della nomina dell’allora presidente della Bocconi a Palazzo Chigi.