Nel giorno in cui comincia a Napoli il processo contro Silvio Berlusconi per la vicenda della compravendita dei senatori emerge tra le cronache anche una deposizione rilasciata ai magistrati da Sandro Bondi. Il verbale, allegato agli atti del dibattimento in cui l’ex premier è accusato di corruzione, riguarda un interrogatorio sostenuto da Bondi il 21 gennaio. Il senatore ed ex coordinatore di Forza Italia ha raccontato che tra le manovre per far cadere il Governo di Romano Prodi (foto by InfoPhoto), retto su una maggioranza piccolissima al Senato, ci fu anche un approccio con un senatore dell’allora Partito dei comunisti italiani, Ferdinando Rossi. Era il 2007. Nel verbale si legge: “Nel corso delle mie attività di coordinatore, sto parlando dei mesi di poco precedenti la definitiva caduta del governo Prodi, potrei avere incontrato questo senatore Rossi. Il contatto era finalizzato a verificare la volontà, che espresse comunque nel nostro incontro, di far mancare la fiducia politica al governo Prodi. Gli approcci con il senatore Rossi non ebbero alcun risultato e non ci fu alcun momento in cui gli proponemmo un accordo economico“.

Per quanto riguarda invece il cuore del processo, cioè la tesi accusatoria della corruzione operata da Berlusconi nei confronti dell’ex senatore Sergio De Gregorio, Bondi rimarca nell’interrogatorio la linea difensiva, cioè quella di un finanziamento lecito: “Ci fu accordo politico formalizzato, con annesso contratto di finanziamento stipulato da me per conto di Forza Italia nel 2007. Ritenemmo di finanziare il movimento del De Gregorio, poiché era radicato sul territorio, inoltre perché De Gregorio era molto attivo anche a livello internazionale e aveva già militato in Forza Italia“.