Non è certo andato giù a Silvio Berlusconi l’appoggio, seppure non del tutto esplicito e apertamente dichiarato, da parte di Confindustria a Matteo Renzi e al sì al referendum costituzionale previsto per il prossimo autunno. Il nuovo presidente appena eletto Vincenzo Boccia ha infatti dichiarato che gli industriali italiani sostengono la fine del bicameralismo perfetto e sono a favore delle riforme.

La replica da parte di Berlusconi non si è certo fatta attendere e ha assunto dei toni parecchio accesi. Il leader di Forza Italia ha infatti definito i rappresentanti di Confindustria come degli “aspiranti sudditi”, sottomessi al volere dell’attuale presidente del Consiglio.

Nel corso di un suo nuovo intervento a Caserta, per supportare la campagna elettorale per le comunali del prossimo 5 giugno del candidato sindaco locale del centrodestra Riccardo Ventre, Silvio Berlusconi ha affrontato il tema del referendum costituzionale del prossimo ottobre, parlando di “una situazione che non esito a definire pericolosa. Ha già fatto nascere molti comitati per il sì, come quello cui aderisce Confindustria. Io ho chiamato questi signori aspiranti sudditi. Non capisco come loro non riescono a capire che si va verso una situazione di regime”.

Silvio Berlusconi ha quindi aggiunto un ulteriore attacco all’attuale governo usando parole parecchio allarmanti: “Negli ultimi 22 anni abbiamo avuto quattro colpi di Stato, oggi c’è un processo verso una deriva autoritaria assolutamente pericolosa. La Costituzione che Renzi ha cambiato con una maggioranza artificiale fatta da 60 deputati eletti da elettori del centrodestra e da 130 parlamentari alla Camera, dichiarati incostituzionali dalla Corte Costituzionale, ci porta verso una sola Camera che approverà le leggi importanti. In questa Camera ci sarà una grande maggioranza di un solo partito, questo partito avrà un solo leader ed è lui, quindi sarà il padrone di tutto, sarà il padrone del partito, del Parlamento, dell’Italia, il padrone degli italiani”.