Come da copione, i colpevoli sono i giornalisti. Dopo l’ennesimo polverone sollevato dall’ennesima intervista di Silvio Berlusconi contenuta nell’ennesimo libro di Bruno Vespa, in cui il Cavaliere dice che “I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso“, puntuale arriva la correzione di tiro. Nella tarda serata del 6 novembre l’ex presidente del Consiglio ha diffuso una nota in cui classicamente spiega che i giornalisti brutti e cattivi non hanno capito niente: “Si tratta di una polemica smaccatamente strumentale su una frase estrapolata da un ampio contesto. La mia storia, la mia amicizia verso Israele, la mia coerente azione di governo in favore dello Stato di Israele, non consentono alcun dubbio sulla mia consapevolezza della tragedia dell’Olocausto e sul mio rispetto del popolo ebraico“.

La comunità ebraica di Roma, attraverso il presidente Riccardo Pacifici, aveva infatti replicato così alle parole berlusconiane (foto by InfoPhoto)  contenute nel libro: “Riteniamo il paragone fatto col popolo ebraico sotto le persecuzioni di Hitler, il cui progetto era lo sterminio, assolutamente fuori luogo“.