Della serie: quando va tutto male, deve andare proprio tutto male. E per Silvio Berlusconi questo non è un momento fortunato. Dopo aver partecipato alla trasmissione di Barbara D’Urso “Domenica Live”, l’ormai ex Cavaliere deve ancora fare i conti con i servizi sociali, vedersela con una Merkel furiosa per le sue dichiarazioni a proposito di Tedeschi e campi di concentramento e dulcis in fondo… Oggi arrivano anche le motivazioni della sentenza di condanna dell’avvocato Castellaneta.

Il processo a cui ci si riferisce è quello svoltosi a Bari, uno stralcio del processo “Escort” in cui sono coinvolti anche Tarantini (a cui è contestato il reato associativo insieme a Verdoscia e Faraone), suo fratello Giampaolo, Sabina Began e le attrici Letizia Filippi e Francesca Lana (che  rispondono tutti di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione).

Negli atti si legge come Berlusconi fosse assolutamente a conoscenza di tutto quanto e che: “Il materiale probatorio  offre uno sconcertante quadro della vita privata di vari soggetti coinvolti nella vicenda, dalle ragazze sino ad allora presidente del consiglio, che al di là di una formale apparenza di “cene eleganti“, dissimulava una fiorente attività di esercizio della prostituzione“.

Secondo il giudice Ambrogio Marrone, Tarantini aveva messo in piedi una vera e propria agenzia per reclutare ragazze, le quali erano “dedite in forme più o meno stabili all’esercizio della prostituzione  oppure erano aspiranti” e concedevano “prestazioni sessuali a Berlusconi” nella speranza di “affermarsi nel mondo dello spettacolo“. Marrone avrebbe anche le prove certe del fatto che Berlusconi fosse uno degli “utilizzatori finali” e che avesse “l’abitudine di retribuire le ragazze con cui si intratteneva“.

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