Secondo quanto riporta La Repubblica, Silvio Berlusconi avrebbe intenzione di rottamare Forza Italia. La replica da parte del leader del partito non si è però fatta attendere e si tratta di una smentita secca. Secondo lui infatti soltanto un folle potrebbe avere un’idea del genere e ha quindi confermato che il suo movimento politico continuerà a mantenere questo nome.

Silvio Berlusconi nelle scorse settimane aveva manifestato l’idea di creare un nuovo soggetto politico in grado di riunire le varie forze di centrodestra, ispirandosi al partito Repubblicano americano. Un’ipotesi che però successivamente avrebbe accantonato e ora l’ex presidente del Consiglio ha espresso più forte che mai la voglia di proseguire con Forza Italia.

Le indiscrezioni di Repubblica circa la rottamazione di Forza Italia sono dunque state smentite da Berlusconi, che ha dichiarato: “Solo un folle potrebbe pensare di rottamare Forza Italia e chi combatte al suo fianco”. Aggiungendo inoltre che sono “Solo menzogne. Chi sarà candidato si batterà sempre per un patrimonio che si chiamerà sempre Forza Italia”.

Riguardo al futuro della confermata Forza Italia, Silvio Berlusconi ha poi affermato: “Voglio essere chiaro: Fi rimane, anzi tutti gli azzurri si devono dare da fare ed essere i primi protagonisti di questa democrazia. Ai tutti va data però un’altra possibilità, ‘una casa della speranza‘, dove ci sono partiti, movimenti, professionisti che non vengono dalla politica. Insieme a questo diremo chiaro che proporremo 20 saggi che formeranno un governo di saggi e un programma che contiene quello di cui l’Italia ha bisogno”.

Berlusconi nel corso dell’assemblea degli amministratori di Forza Italia non ha mancato di lanciare inoltre una frecciatina a Matteo Renzi: “L’Italia non conta nulla perché il premier è venuto fuori da giochi di palazzo e non dal consenso del popolo. Renzi ha una maggioranza usurpata, oggi l’Italia è in una situazione di democrazia sospesa. L’ultimo governo davvero eletto è il nostro”.

Silvio Berlusconi si è quindi difeso riguardo alle accuse di compravendita di senatori durante il governo Prodi: “Sono stato accusato 65 volte da pm di sinistra di reati e sono stato sempre assolto. Ora la musica è cambiata, nei collegi ci sono solo giudici di sinistra e si vede quello che è successo a Napoli: sia chiaro, io do 200 milioni a chi dimostra che ho dato due milioni”.