La decadenza è un colpo di stato, io non chiedo la grazia. Me la dia Napolitano. Ho la dignità di non richiederla ma il presidente della Repubblica non dovrebbe avere un’esitazione nell’impedire subito l’umiliazione che io venga messo ai servizi sociali” aveva dichiarato lo scorso sabato Silvio Berlusconi in occasione dell’incontro con i giovani di Forza Italia.

A distanza di poche ore arriva la risposta “tra i denti” del Colle: “Non ci le condizioni per l’intervento del capo dello Stato». E ancora: «Non solo non si sono create via via le condizioni per un eventuale intervento del Capo dello Stato sulla base della Costituzione, delle leggi e dei precedenti, ma si sono ora manifestati giudizi e propositi di estrema gravità, privi di ogni misura nei contenuti e nei toni”.

Dovremo quindi aspettare il 27 novembre, giorno della verità per la sorte dell’ex premier che, sempre lo scorso sabato, ha invitato i suoi seguaci a dimostrare il loro dissenso con manifestazioni in piazza. A tal proposito la nota del Quirinale aggiunge l’invito a ”non dar luogo a comportamenti di protesta che fuoriescano dai limiti del rispetto delle istituzioni e di una normale, doverosa legalità”. 

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