Silvio Berlusconi torna a infiammare il dibattito politico e le sue ultime dichiarazioni sono più aggressive che mai. Il leader di Forza Italia ne ha davvero per tutti e le parole che ha usato per attaccare in particolare Beppe Grillo e Matteo Renzi sono particolarmente pesanti.

Nel corso di un intervento telefonico fatto alla convention di Forza Italia che si è tenuta a Catania lo scorso weekend, Silvio Berlusconi ha ribadito il suo ritorno sulla scena politica: “Io sono di nuovo in campo. Ho deciso di tornare in campo senza aspettare la sentenza della corte di Strasburgo che senza dubbio mi darà giustizia, ma questa corte continua a rinviare la sentenza e non voglio più attendere. Per Forza Italia la mia assenza ha comportato un prezzo troppo alto in visibilità e consensi, continuo a lavorare con l’entusiasmo di sempre perché sono certo che il centrodestra è più forte di Renzi”.

Berlusconi è quindi passato all’attacco di Renzi e della legge elettorale approvata dal suo governo: “Oggi siamo in emergenza democratica preoccupante, c’è il terzo governo non eletto dal popolo, c’è un signore che è riuscito ad essere segretario tramite primarie che non hanno regole. Oggi questo signore cambia da solo con il suo partito la legge elettorale e addirittura la nostra carta costituzionale. Oggi corriamo il rischio che una sola camera approvi le leggi di un solo partito e che attraverso questa legge elettorale abbia il 55% in questa camera. È un partito posseduto da un unico padrone. Questa è la situazione. Questo sistema può portare ad un governo 5 Stelle che ha anche lui un comune denominatore che si chiama Grillo. L’Italia ha bisogno di noi, gli italiani hanno bisogno di noi”.

Berlusconi si è poi concentrato su Beppe Grillo: “C’è un signore, si chiama Grillo, che, nell’ultima campagna elettorale aveva discorsi pieni di ciò che aveva detto Hitler ai tedeschi nel ’33 per conquistare potere: esattamente la stessa posizione assolutistica antidemocratica”.

Silvio Berlusconi è inoltre tornato a parlare dell’attuale situazione governativa in un’intervista a Il Piccolo di Trieste, dichiarando: “In nessun paese dell’Occidente c’è una situazione simile, in cui la maggioranza ha in mano tutti gli organi di garanzia, dal Quirinale alla Corte Costituzionale, mentre il leader di una delle maggiori forze di opposizione è stato illegittimamente cacciato dal Parlamento. Un tempo si sarebbe parlato di situazione sudamericana, oggi gli stati del Sud America hanno condizioni di certezza democratica ben superiori alle nostre”.