Forza Italia esce profondamente scossa dall’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. L’approdo al Quirinale del candidato scelto da Matteo Renzi ha sancito la rottura del patto del Nazareno ma ha anche incrinato la coesione degli azzurri. Il malcontento maggiore nei giorni scorsi lo ha manifestato Raffaele Fitto, chiedendo di rivoluzionare i vertici del partito e mettendo in discussione la leadership di Silvio Berlusconi, accusato di non garantire agli azzurri una linea politica coerente, aprendo ora a Renzi, ora alla Lega Nord, senza un indirizzo preciso.

La reazione dell’ex Premier ai mal di pancia di Fitto non si è fatta attendere. Nelle ultime ore il leader di Forza Italia ha ribadito che non ha alcuna intenzione di farsi da parte, lanciando un ultimatum al deputato pugliese:

Entro una, massimo due settimane deve decidere: o sta dentro Forza Italia o fuori.

Berlusconi cerca di riscuotere il consenso dei suoi sull’espulsione di Fitto da Forza Italia ma il tentativo di aizzare gli animi contro il “ribelle” non ottiene l’effetto sperato. L’ex Cavaliere fa una domanda piuttosto diretta ai fedelissimi:

Secondo voi dobbiamo accettare che Raffaele Fitto resti ancora in Forza Italia? Pensate sia giusto cacciarlo?

Questo quesito lascia interdetti diversi membri di FI, più propensi a una linea morbida e ad evitare una scissione che rischierebbe di impoverire ulteriormente il partito. Un partito che fa sempre più fatica a raccogliere consensi e che, come dimostrato dalle votazioni dei giorni scorsi sulle riforme, già ora non possiede i numeri per mettere in difficoltà il PD.

Augusto Minzolini invita i due duellanti ad ammettere le reciproche colpe:

Sbaglia Fitto ora che la sua linea politica ha prevalso a disertare le riunioni, ma è anche sbagliato fare incontri per riunire il centrodestra e poi spaccare Forza Italia.

Della stessa idea è Altero Matteoli che invita Berlusconi e i suoi fedelissimi a mettere in campo ogni sforzo per evitare una scissione. A queste critiche Berlusconi risponde facendo mea culpa sulla deriva causata al suo partito dal patto del Nazareno:

La linea politica sulle riforme l’ho decisa io. La responsabilità è solo mia. Ci avevo creduto e sperato fino in fondo.

Berlusconi, però, si dice deciso a lasciarsi il passato alle spalle e annuncia una nuova discesa in campo il 9 marzo:

Preparatevi a fare i rivoluzionari.

Fitto, intanto, anticipa l’ex Premier e chiama a raccolta i suoi sabato 21 febbraio. Tra rivoluzionari e ricostruttori è ormai guerra aperta. Una battaglia resa amara dalla consapevolezza che, chiunque vinca, il partito finirà in macerie.