L’udienza prevista per oggi del processo d’appello sui diritti Tv Mediaset, vicenda per la quale Silvio Berlusconi è stato condannato in primo grado a 4 anni per frode fiscale, è stata rinviata al 1° marzo. I giudici della Corte d’appello di Milano hanno accolto la richiesta dei legali di Berlusconi: Niccolò Ghedini e Piero Longo avevano posto la questione del legittimo impedimento, sia del Cavaliere che di loro stessi, per impegni legati alla campagna elettorale. Infatti sia l’ex presidente del Consiglio (foto by InfoPhoto) che i due avvocati, anch’essi candidati, hanno impegni televisivi non rinviabili, per oggi, il 15 e il 22 febbraio (le date delle udienze successive).

Il dibattimento è arrivato alla requisitoria del procuratore generale, Laura Bertolè Viale, programmata originariamente per il 25 gennaio. La prima richiesta di rinvio da parte della difesa era stata bocciata lo scorso venerdì, scatenando dure proteste da parte dei legali, i quali avevano abbandonato l’aula. Analoghi rimpalli tra le parti sono in atto nel processo Ruby.

Quindi il nuovo calendario prevede la requisitoria il 1° marzo, il 2, 9 e 16 marzo le discussioni della difesa, il 23 marzo le eventuali repliche e la sentenza.

Il legittimo impedimento è regolato da due articoli del codice penale e consente ad imputato o difensore di chiedere il rinvio di un’udienza, se viene da essi dimostrata l’assoluta impossibilità a partecipare. Nel 2010 venne approvata una legge che garantiva ai ministri del Governo il diritto al rinvio se l’udienza interferiva con le funzioni istituzionali. Questa legge fu parzialmente dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale e successivamente abrogata del tutto dal referendum del 2011.