Vi devo dire, guardandovi negli occhi come ho fatto con i giudici, che io sono innocente. La magistratura ha tentato di buttarmi fuori per 20 anni dalla politica, ora hanno raggiunto il loro traguardo. Io resto qui, io non mollo“.

La voce a tratti rotta dall’emozione, addirittura sul punto delle lacrime, Silvio Berlusconi ha arringato la folla da par suo, dal palco montato in via Plebiscito, a Roma, davanti a Palazzo Grazioli, la sua residenza nella Capitale e sede del Pdl. Un 4 agosto sotto l’insegna della battaglia, come mille altre volte, anche se questa si presenta insormontabile perfino per lui. La manifestazione di protesta contro la condanna definitiva pronunciata il 1° agosto dalla Cassazione per l’ex presidente del Consiglio nel processo Mediaset è stata organizzata dal Pdl, ma forse è il caso di dire nuovamente Forza Italia. Come lo stesso Berlusconi ha preannunciato la sera stessa della condanna, il partito di cui è il leader assoluto tornerà alle radici del 1994, con quel nome che per lui ha rappresentato i successi più travolgenti della sua avventura politica. E le bandiere che circa 1.500 persone sventolavano in questa torrida domenica sotto Palazzo Grazioli portavano proprio il simbolo antico. Le scritte su alcuni striscioni dei manifestanti non lasciavano spazio ad equivoci: “Basta con la giustizia politica”; “E ora arrestateci tutti”; “Martire per la libertà”.

Ancora bordate contro la magistratura: “Nella nostra Costituzione c’è scritto che la sovranità appartiene al popolo. Non c’è scritto, come dovremmo credere, che l’articolo 1 dice che la sovranità appartiene alla magistratura che la esercita come vuole. Questo è ciò che dovrebbe essere scritto nella costituzione vedendo la per la dolorosa realtà“.

Per il momento il sostegno al Governo di Enrico Letta non verrà ritirato: “Non credo che nessuno possa venirci a dire che questa è una manifestazione eversiva come in molti e troppi hanno detto. E nessuno può venirci a dire che siamo degli irresponsabili. Abbiamo detto che il governo deve andare avanti ed approvare i provvedimenti economici“.

L’inno italiano, Forza Italia, i ringraziamenti ai fedelissimi pronunciati quasi nel pianto, il fuoco nelle parole e nell’espressione quando parla della magistratura: è il Berlusconi delle campagne elettorali, già in assetto da combattimento per una battaglia ai limiti dell’impossibile, e forse anche oltre questi limiti.

I due filmati qui sotto restituiscono pienamente il clima di questa giornata infuocata non solo per questioni meteorologiche.