La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex premier italiano, Silvio Berlusconi, e per il faccendiere Valter Lavitola. Dai magistrati l’ex premier e il faccendiere sono accusati di aver indotto, pagandolo, l’imprenditore barese Tarantini a mentire all’autorità giudiziaria sulle escort portate nelle residenze estive di Berlusconi tra il 2008 e il 2009.

Silvio Berlusconi, dopo lo schiaffo di ieri a Milano nel processo Ruby, rischia ora un processo per induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art.377 bis Codice penale, pena da due a sei anni di reclusione).

Le indagini della Procura sono state avviate nell’ottobre 2011 sulla base degli atti inviati per competenza dal Tribunale di Napoli. Nel corso degli accertamenti disposti dalla magistratura barese, Lavitola e Berlusconi sono stati interrogati (a maggio 2012 il primo, a maggio 2013 l’ex premier). “Non avrei mai immaginato di poter far sedere alla mia tavola delle persone che facessero questa professione” aveva dichiarato Berlusconi agli inquirenti, “Se l’avessi soltanto immaginato sarei andato su tutte le furie e avrei mandato fuori lui e queste ragazze”.

Sui soldi dati a Tarantini, Berlusconi aveva detto: “Io ho sempre avuto il piacere di dare a chi avesse bisogno per me una donazione di qualche migliaio di euro era assolutamente nulla”. Secondo gli investigatori baresi Tarantini avrebbe ricevuto 10mila euro al mese oltre a 500mila euro (ma soltanto la metà gli sarà consegnata) per avviare un’attività economica.