Il Senato ha negato l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi e alcune delle ragazze definite Olgettine. La votazione si è svolta a scrutinio segreto: centoventi hanno votato favorevolmente, centotrenta contro mentre otto senatori si sono astenuti. I giudici milanesi potranno dunque servirsi soltanto di una parte delle intercettazioni tra il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e le ragazze, ossia quelle per cui la Giunta per le immunità parlamentari non ha necessità di chiedere autorizzazione perché ritenute “casuali”. Per tutte le altre telefonate, nulla da fare.

Le intercettazioni in questione riguarderebbero conversazioni dell’anno 2012, tra l’allora deputato Silvio Berlusconi e due ragazze. Con il Senato che ha negato l’utilizzo delle stesse contro l’ex Cavaliere, adesso le intercettazioni potranno essere usate soltanto contro le Olgettine. La loro rilevanza, in sede giudiziaria, era stata spiegata col fatto che le chiamate intercettate avrebbero dimostrato trattative affinché le due donne (Barbara Guerra e Iris Berardi) ottenessero delle somme di denaro oppure immobili in cambio di lealtà in sede processuale per il Ruby bis – da qui l’accusa di corruzione in atti giudiziari. La prima data dell’udienza è stata quindi fissata per il prossimo 3 ottobre 2016.

Sul voto che ha portato a negare l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche tra Berlusconi e le due Olgettine adesso è anche scontro in aula. Le accuse principali sono state rivolte tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico. I primi hanno accusato i secondi di essere tornati a fare un nuovo Patto del Nazareno con Berlusconi; i secondi hanno accusato i primi di essere stati loro a votare contro la concessione dell’autorizzazione all’uso delle intercettazioni contro l’ex Cavaliere. Per quanto riguarda il Partito Democratico, il capogruppo Luigi Zanda avrebbe però affermato che i democratici abbiano votato compatti per la concessione dell’autorizzazione. Una verità che non potrà mai essere accertata del tutto visto che il voto si è svolto a scrutinio segreto.