La lunga guerra tra Silvio Berlusconi e il sostituto procuratore di Milano Ilda Boccassini si arricchisce di un altro capitolo. Arriva un giorno dopo le polemiche scoppiate all’interno della Procura lombarda in seguito alla diffusione delle dichiarazioni rese il 14 aprile al Csm da Manlio Minale, procuratore generale di Milano, relativamente al processo Ruby, nel quale Berlusconi è stato condannato in primo grado a 7 anni di reclusione per prostituzione minorile e concussione.

Minale ha dichiarato all’organo di controllo della magistratura che quando la Boccassini (foto by InfoPhoto) tenne un interrogatorio nei confronti del capo gabinetto della questura di Milano, Pietro Ostuni, dal quale scaturì l’indagine per concussione contro l’allora presidente del Consiglio, “Non aveva titolarità”. Cioè non era lei la titolare del fascicolo d’inchiesta su quella vicenda.

Intervistato da Radio Capital dopo la diffusione di queste dichiarazioni, Berlusconi ha dichiarato che Ilda Boccassini “Aveva delle motivazioni, che dentro di lei sono molto forti, di interrogare delle persone che lei pensava potessero farmi male. Tutto quel processo è una farsa. Fa parte della tempesta perfetta del 2011 realizzata per il colpo di Stato che poi ha portato il mio governo a dare le dimissioni“.