Le dimissioni di Giorgio Napolitano sono imminenti e gli esponenti delle diverse forze politiche sono alla ricerca di un successore capace di mettere d’accordo i vari schieramenti, se non altro per evitare le figuracce collezionate durante le ultime elezioni presidenziali quando vennero “bruciate” candidature importanti, come quella di Romano Prodi. Interpellato dal Corriere della Sera sui candidati più idonei a ricoprire la carica di Presidente della Repubblica, Silvio Berlusconi non ha nascosto le sue preferenze. L’ex Premier si è detto contrario all’elezione di Romano Prodi, proponendo una figura a suo dire più bipartisan come quella di Giuliano Amato.

“Serve una scelta condivisa – ha dichiarato il leader di Forza Italia – per garantire un minimo di equilibrio e – mi permetto di aggiungere – di credibilità istituzionale. Dovrà essere una persona che non sia di parte, che non venga da una parte sola”.

Silvio Berlusconi ha chiesto al Premier Matteo Renzi di dare la precedenza alle elezioni del nuovo Presidente della Repubblica, posticipando le riforme. L’ex Cavaliere ha accusato Renzi di aver cambiato il patto in corso d’opera. Per questo motivo, e anche alla luce delle condizioni preoccupanti in cui versa il Paese, per Berlusconi è indispensabile mettere prima di tutto in sicurezza la massima carica dello Stato.

Berlusconi ha motivato il no a Romano Prodi senza sbilanciarsi troppo, trincerandosi dietro a un silenzio diplomatico:

“Se lo proponessero direi che Prodi già mi vuole tanto male e quindi vorrei evitare di dire cose che potrebbero peggiorare ancor di più i nostri rapporti. Se penso al caso De Gregorio…”

L’ex Premier ha scartato anche l’ipotesi di Veltroni e Fassino al Colle, sperando che si riesca a trovare una figura condivisa dalle varie forze politiche:

“Sarà indispensabile trovare un candidato al Quirinale che per storia, prestigio, personalità ed equilibrio, attiri il voto convinto dei grandi elettori. Serve un Presidente della Repubblica che rappresenti il popolo italiano. Serve un Presidente della Repubblica di tutti gli italiani”.