L’Italia deve diventare un paese governabile, cosa che oggi non è“. Sono queste le prime parole di Silvio Berlusconi (foto by InfoPhoto), leader di Forza Italia, al termine di un’ora e mezza di colloquio a Montecitorio col premier incaricato Matteo Renzi (“un presidente incaricato che ha la metà dei miei anni, buon segno“), nell’ambito di quella che si prospetta come la più delicata giornata di consultazioni per la formazione del nuovo governo.

Instabilità che, secondo Berlusconi, si fonda anche sull’attuale legge elettorale (e fa niente se l’ha partorita un ministro di un suo esecutivo): “Una delle cose più importanti su cui ci siamo trattenuti è stata l’esigenza di giungere in tempi brevi a una nuova legge elettorale. Il male del nostro paese, come già detto altre volte, è che noi italiani non abbiamo mai imparato a votare, frazioniamo il nostro voto e siamo sempre molto distanti da un sistema bipolare come quello americano. Qui ancora si danno voto di simpatia. In quest’ottica, bisogna cambiare le regole della par condicio“. Via all’Italicum, “senza ulteriori modifiche“, dunque.

Io credo che sia assolutamente fondamentale rivedere l’assetto costituzionale per dare al presidente del Consiglio gli stessi poteri che hanno i suoi colleghi in altri paesi“, continua il leader di FI, rispolverando il suo antico cavallo di battaglia del premierato. Il tema delle riforme è quello che più gli sta a cuore, al punto da garantire a Renzi “assoluta disponibilità a lavorare insieme sulle riforme“. Sintonia massima non solo sulla legge elettorale ma anche sulla riforma del Senato: “C’è esigenza immediata di avere una sola Camera che approvi le leggi, possibilmente ridotta di numero“.

Sulla posizione che Forza Italia manterrà in Parlamento, Berlusconi è chiaro: “Siamo all’opposizione, ma decideremo di volta in volta sui contenuti dei singoli provvedimenti“.